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Condannate all'ergastolo per una rapina da 11 dollari

Usa: due sorelle scarcerate se una cede il rene all'altra

Lo Stato non vuole pagare 150 mila dollari annui per le cure

Usa: due sorelle scarcerate se una cede il rene all'altra
31/12/2010, 11:12

MISSISSIPI (USA) - Se Gladys Scott donerà un rene a sua sorella Jamie, malata di insufficienza renale cronica, entrambe potranno uscire dal carcere. Questa la condizione che è stata posta dal governatore dello Stato del Mississipi, Hailey Barbour, per procedere alla liberazione sulla parola delle due ragazze, in prigione dal 1994 per aver partecipato con altre tre persone ad una rapina. I cinque circondarono un automobilista di passaggio, lo minacciarono e si fecero consegnare quello che lui aveva in tasca: 11 dollari. vennero presi immediatamente: gli altri tre furono condannati a 5 anni di reclusione; le sorelle Scott - nere in un Paese dove il Ku Klux Klan è storia di 20 o 30 anni fa, ma anche meno - furono qualificate come capobanda e condannate all'ergastolo. Dopo 16 anni di galera, ecco il gesto di generosità del governatore. Una generosità alquanto pelosa: Jamie Scott ha i reni che praticamente non funzionano, e sottoporla a dialisi due volte a settimana costa allo Stato 150 mila dollari all'anno.
Questo è uno dei motivi di tale proposta, che comunque anticipa di poco i tempi: nel 2014 le due sorelle verrebbero comunque rilasciate sulla parola. Ma ce ne sono altri due. Innanzitutto da parecchio sulla testa di Barbour si addensano i sospetti di una gestione non esattamente regolare dei soldi avuti per riparare i danni provocati dall'uragano Katrina. Ma soprattutto c'è da cancellare dalla memoria della gente una sua intervista, resa ad un giornale di destra come il Weekly Standard, in cui diceva che nella sua città - si chiama Yazoo - era stata applicata la segregazione razziale contro la gente di colore solo per evitare la violenza e tenere sotto controllo il Ku Klux Klan. Ilche è come se si decidesse di carcerare le persone appena nate per evitare che commettano reati.

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di Antonio Rispoli
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