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Usa: Fiscal cliff evitato, ma i problemi restano


Usa: Fiscal cliff evitato, ma i problemi restano
02/01/2013, 15:55

Un accordo è stato raggiunto, Obama è ripartito soddisfatto per le Hawaii e i mercati tirano un sospiro di sollievo. Gli Stati Uniti hanno evitato il 'precipizio fiscale', l'insieme di tagli alla spesa e aumenti delle tasse da 600 miliardi di dollari pronti per far cominciare l'anno nuovo nel modo più amaro per gli americani.

Ma nonostante i democratici siano riusciti a convincere i repubblicani a firmare un'intesa che salva la classe media dall'aumento delle tasse (per i più ricchi, invece, primo aumento in venti anni), i problemi per l'economia restano, a partire dal debito pubblico. L'accordo raggiunto, forgiato dal vicepresidente Joe Biden e dal leader della minoranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, prevede un aumento dell'aliquota per chi guadagna più di 400.000 dollari (e per le famiglie con redditi superiori a 450.000 dollari) dal 35% al 39,6%, la stessa in vigore con il presidente Bill 
Clinton; questa stessa fascia della popolazione con redditi alti subisce anche un innalzamento dal 15% al 20% dell'aliquota su dividendi e capital gain, ed è previsto un aumento dal 35% al 40% dell'aliquota per la tassa di successione per le eredità superiori ai cinque milioni di dollari.

L'intesa, invece, salva gli sgravi fiscali per la classe media messi in atto ai tempi della presidenza Bush, estende di un anno le indennità per i disoccupati di lungo periodo e le agevolazioni per le aziende che investono in ricerca e innovazione. Estende, inoltre, la validità della 'fami bill' di 8 mesi, in modo da evitare l'improvviso aumento del prezzo del latte, che rischiava di raddoppiare.

Nel complesso, l'accordo permetterà nuove entrate per 620 miliardi di dollari in un decennio. L'accordo, però, non prevede l'estensione dei tagli sulla payroll tax, ovvero la trattenuta in busta paga, che aumenta del 2 per cento. Inoltre, la Camera non ha votato il pacchetto da 60 miliardi di dollari per le zone colpite dall'uragano Sandy due mesi fa. Sulla spesa, poi, non si è fatto nulla.

I tagli sono stati rimandati di due mesi, e l'accordo trovato, al contrario, produce un aumento del disavanzo pubblico di 4.000 miliardi in dieci anni. Resta il problema del tetto del debito, ora a 16.400 miliardi di dollari, che deve essere aumentato per evitare il default. A fine febbraio, insomma, gli Stati Uniti rischiano una crisi peggiore di quella appena sfiorata.
 

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di Veronica Riefolo
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