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Il presidente americano lancia l'ultimo appello al Congress

Usa, Fiscal Cliff, Obama: "Su tasse ai ricchi non si tratta"

Se non si procederà da gennaio aumenti automatici per tutti

Usa, Fiscal Cliff, Obama: 'Su tasse ai ricchi non si tratta'
09/12/2012, 12:12

NEW YORK – “Il tempo sta per scadere”: Barack Obama sceglie il consueto messaggio settimanale alle famiglie americane per lanciare quello che potrebbe essere l'ultimo appello al Congresso perché si raggiunga presto un accordo sul piano anti-deficit. Accordo necessario che eviti dall'inizio del prossimo anno il “fiscal cliff”, l'aumento automatico delle tasse e dei tagli alla spesa. Un baratro che costerebbe ai cittadini un aggravio fiscale pari a 2.000 dollari l’anno. Ma l’appello del presidente americano suona anche come un monito verso i repubblicani che - nonostante i tempi oramai strettissimi - continuano a impedire quel compromesso senza il quale l'America rischia di scivolare in nuova recessione. Proprio ora che la ripresa economica sembra poter accelerare e la disoccupazione è in calo. Il compromesso, dunque, è quello che Obama chiede, senza però cedere su un punto fondamentale per la Casa Bianca: sull'aumento delle tasse ai ricchi - promesso dal presidente in campagna elettorale - non si tratta. “Sono pronto a lavorare con i repubblicani su un piano che spinga la crescita, crei occupazione e riduca deficit e debito - afferma rivolgendosi agli americani nel messaggio diffuso via radio e internet - un piano che dia ad ambedue i partiti parte di quello che vogliono”. Ma - aggiunge l'inquilino della Casa Bianca – “se si è seri nel ridurre il deficit e il debito continuando a investire in quello che fa crescere l'economia, e se si è seri nel proteggere le famiglie della classe media, allora si deve chiedere ai ricchi di pagare più tasse. Questo - ribadisce con forza - è un principio su cui non sono disposto al compromesso”. Quando manca ormai poco per trovare un'intesa, la strada appare dunque ancora in salita. Una pendenza che potrebbe rivelarsi insormontabile, visto che lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, continua a resistere contro un aumento del peso fiscale sui più ricchi, insistendo sul fatto che il piano anti-deficit deve puntare più sul fronte dei tagli alla spesa che su quello di un aumento delle entrate. “Aumenti delle tasse non risolveranno il nostro debito da 16.000 miliardi di dollari”, afferma Marco Rubio, il giovane senatore repubblicano della Florida con buone chance di correre per la Casa Bianca nel 2016. “Solo una crescita economica e una seria riforma della spesa può riportare il debito sotto controllo”, spiega, aggiungendo come “l'obiettivo deve essere quello di generare nuove entrate creando nuovi contribuenti, no nuove tasse”. Intanto il mondo sta a guardare, e il rischio è quello che la diatriba tra Casa Bianca e Congresso generi un pasticcio come quello dell'estate 2011, quando in seguito alla battaglia sul tetto del debito Standard and Poor's tolse la prestigiosa “tripla A” agli Stati Uniti.

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di Valerio Esca
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