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USA: I CLINTON A FIANCO DI OBAMA


USA: I CLINTON A FIANCO DI OBAMA
13/10/2008, 08:10

Hillary Clinton, accompagnata dal marito Bill, in questi giorni sta collaborando con Obama, tenendo comizi in favore del'ex rivale nella corsa alle primarie. Ma in questo momento negli Stati Uniti sta tenendo banco l'argomento dell'atteggiamento di McCain e si Sarah Palin nei confronti di Barack Obama. E' stato significativo un episodio, avvenuto durante un comizio venerdì scorso. Una signora del pubblico, a cui era stata data la parola, ha detto che lei non si fidava di "quell'arabo terrorista", indicando con questo termine il candidato democratico. McCain ha cercato di smussare i toni, dicendo che Obama è una persona con cui lui è in disaccordo, ma che è un americano come tutti gli altri. Ma nonostante questa parziale marcia indietro, il primo ad utilizzare toni duri e razzisti è proprio il ticket repubblicano. Inoltre ieri è comparsa, sul Washington Post, una intervista a Khaled Hosseini, lo scrittore di "Il Cacciatore di aquiloni", da cui è stato tratto l'omonimo film. E Hosseini rimprovera a McCain e alla Palin di offendere tutti i mussulmani, di cercare di distrarre la gente dai problemi legati alla crisi economica incentivando l'odio contro i mussulmani. E questo non fa parte del concetto di tolleranza di cui gli Stati Uniti si vantano tanto.

Inoltre McCain comincia ad avere anche qualche problema interno al partito. Infatti gli viene rimproverato da una parte di non avere un messaggio chiaro da proporre agli elettori, anzi, di essere stato più di una volta contraddittorio; dall'altra parte di aver lanciato messaggi di odio nei confronti di Barack Obama, che rischiano di essere controproducenti. Infatti recentemente ai comizi repubblicani si sono sentite dal pubblico grida che poco hanno a che fare con la democrazia ("Uccidiamo Obama! Tagliamogli la testa!"), ma che possono scatenare tra gli indecisi degli effetti simpatia verso il candidato repubblicano. In questa maniera McCain rischia - per quanto paradossale possa sembrare - di spuntare l'unica vera arma che ha tra le mani nei confronti del rivale democratico: il razzismo dell'americano medio. Nella storia recente degli USA sono molti i casi di candidati a cariche elettive dati in vantaggio dei sondaggi finoall'ultimo secondo e poi sconfitti per il fatto che erano di colore. Ma scatenare una forte ondata di simpatia, facendo semvrare Obama una vittima di attacchi razzisti, rischia di scatenare l'effetto opposto.

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di Antonio Rispoli
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