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Il primo obiettivo dei Repubblicani è la riforma sanitaria

Usa: i Democratici salvano il Senato, ma alla Camera è debacle


Usa: i Democratici salvano il Senato, ma alla Camera è debacle
03/11/2010, 09:11

USA - CI si aspettava una sconfitta, per Barack Obama, al Congresso, ma non con questi margini: 242 seggi ai repubblicani (la maggioranza necessaria è di 218) contro i 189 ai democratici, quando mancano solo 4 seggi ancora da scrutinare. Se consideriamo che si partiva da una maggioranza democratica, un tale sovvertimento è andato al di là di ogni pessimistica previsione. Un po' meglio è andata al Senato, dove i democratici hanno contenuto le perdite: 50 seggi mantenuti contro i 47 conquistati dai repubblicani. Ma si tratta di un guadagno, per i repubblicani, di soli 5 seggi finora, troppo pochi per roversciare la maggioranza democratica. Interessante sarà vedere cosa succederà con gli eletti del Tea Party, questo movimento nato dai repubblicani, ma che si vuole dimostrare più conservatore degli stessi repubblicani. Che ci sono stati: un senatore eletto nello Utah, uno in Florida (con il successo di Marco Rubio), uno in Kentucky. Eletta anche una governatrice del Tea Party, si tratta di Nikky Haley che guiderà il South Carolina.
Ma non mancano le curiosità: per esempio il primo senatore di colore eletto nel South Carolina, Tim Scott, uno degli Stati considerato (come tutti quelli del sud) tra i più razzistici. Arnold Scharznegger lascia - come la legge prevede dopo il secondo mandato - il posto di governatore della California, ma viene sostituito dal democratico Jerry Brown. I problemi del Nevada, Stato in cui è andata via l'elettricità, rendendo impossibile votare elettronicamente (come avviene di solito. SI è riusciti a continuare le votazioni manualmente, ma lo scrutinio sarà conseguentemente molto lento.
In California oltre alle votazioni per il Congresso e per il Senato (vinti entrambi dai democratici) e del governatore, c'erano anche due referendum. Il primo riguardava la possibilità di bloccare le misure che impongono una economia più ecosostenibile almeno finchè dura la forte disoccupazione; il secondo la possibilità di legalizzare l'uso della marijuana. Secondo le prime proiezioni, entrambi i referendum sono stati sconfitti, lasciando quindi le cose così come stanno.
Le prime dichiarazioni dei repubblicani eletti hanno già tracciato la strada che intendono percorrere: il primo obiettivo sarà cancellare la riforma sanitaria di Obama. Si tratta di un ampliamento minimo (da 55 anni in su e non più dai 60 anni in su) della platea di persone che potranno godere del cosiddetto Medicare, l'assicurazione pubblica minima gratuita. Ma i repubblicani contestano il fatto che questa modifica verrà pagata dagli imprenditori, cosa che bloccherà lo sviluppo economico e quindi la ripresa del Paese.

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di Antonio Rispoli
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