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La norma è limitata a 120 giorni, ma è una censura

USA: il Senato prepara una legge per spegnere Internet


USA: il Senato prepara una legge per spegnere Internet
28/06/2010, 16:06

USA - Ha il nome di "Legge per la protezione del cyberspazio come risorsa nazionale", ma è probabilmente la legge più censoria mai approvata negli Stati Uniti da decenni a questa parte, tanto da essere soprannominata "Kill Bill" (da Kill=uccidere e Bill=legge). SI tratta di una norma che prevede la possibilità per il Presidente Barack Obama di "adottare misure di emergenza a breve termine" per proteggere Internet da eventuali attacchi, virtuali e reali. Per fare questo, il Presidente può chiedere alle aziende americane di "staccare" la spina di Internet, per un massimo di 120 giorni; oltre questo termine c'è bisogno dell'autorizzazione del Congresso. A gestire la cosa sarà una nuova agenzia, la NCCC (National Center for Cybersecurity and Communication), che comanderà i fornitori di connettività, i motori di ricerca, ma anche case produttrici di software e hardware in base, pare di capire, alla discrezionalità del Dipartimento della Sicurezza nazionale. Queste misure possono essere utilizzate per proteggere "l'elaborazione, la trasmissione, la ricezione o l'archiviazione di informazioni elettroniche, inclusi apparecchi elettronici programmabili, reti di comunicazioni e ogni hardware, software e dato associato".
Queste misure hanno sollevato un'alzata di scudi da parte delle associazioni dei consumatori e di quelle che difendono le libertà digitali. In effetti con questa legge si creerebbe una situazione non troppo dissimile a quella della Cina, dove, in nome della sicurezza nazionale (in Cina si aggiunge anche la difesa della moralità nazionale) si applica una censura completa a tutto ciò che è sgradito. Il che in teoria dovrebbe essere avversato dai cittadini. ma l'esperienza insegna che basta un po' di propaganda e di falso allarme per far accettare al cittadino medio statunitense qualsiasi cretinata, anche della necessità di farsi arretsare per difendere la libertà e la democrazia.

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di Antonio Rispoli
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