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La Banca dichiara perdite patrimoniale per 2mld di dollari

Usa: JpMorgan Chase finisce nel “mirino” della Consob


Usa: JpMorgan Chase finisce nel “mirino” della Consob
12/05/2012, 09:05

NEW YORK - JpMorgan Chase, la maggiore banca americana per asset, finisce nel “mirino” della Securities and exchange commission, l’organo di controllo degli Istituti bancari statunitensi, una sorta di Consob americana. Sotto la lente dell’organo di controllo governativo, ovviamente, la situazione patrimoniale della banca, che giovedì scorso, dopo la chiusura di Wall Street ha reso note perdite per 2 miliardi di dollari collegate al trading di derivati. Brutta storia per la banca d'affari americana sopravvissuta al terremoto che investì la Borsa di New York nel 2008. La doccia fredda su Wall Street potrebbe aggravare ulteriormente l’ammanco di  un altro miliardo che potrebbe arrivare nel secondo trimestre.  Una situazione che rischia di pesare sensibilmente sulla stabilità finanziaria non solo degli Stati Uniti ma anche dei mercati asiatici ed europei.
Significativa  la reazione di Wall Street che ha punito il gruppo bancario con un calo vertiginoso del titolo (-9,2%) in chiusura delle contrattazioni, mentre sulle maxi-perdite la Sec, l’equivalente americano della Consob, ha avviato un'indagine preliminare per verificare le attività che le hanno causate.
In campo anche la Fed, che - secondo indiscrezioni - sta raccogliendo informazioni per verificare l'adeguatezza di capitale. Fitch intanto taglia il rating della banca ad 'A+', mettendo in evidenza che le perdite sono gestibili ma mostrano una mancanza di liquidità.
Nel frattempo l'amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, ha chiesto scusa per l'accaduto provando poi a rassicurare tutti gli interessati: “La banca è solida e i clienti – ha detto il manager - non hanno subito perdite”.
Lo stesso Jamie Dimon, in una conferenza  con gli analisti ha cercato di spiegare  quanto accaduto:
“Quello che doveva essere un piano di copertura della banca” tecnicamente definito “proprietary trading” si è rivelato – ha ammesso - un investimento più rischioso, volatile e meno efficace del previsto".
 Il proprietary trading è  la possibilità per la banca di usare i fondi dei risparmiatori per investimenti rischiosi a vantaggio della banca, attività che gli Stati Uniti vogliono mettere al bando.

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di Rosario Scavetta
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