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Obama cerca di distrarre l'opinione pubblica

Usa: nuove sanzioni all'Iran, Mosca protesta


Usa: nuove sanzioni all'Iran, Mosca protesta
22/11/2011, 09:11

WASHINGTON (USA) - Difficile pensare che sia una coincidenza. Proprio adesso che l'amministrazione Obama è ai minimi nei sondaggi; che la commissione speciale del Congresso, incaricata di decidere tagli per 1200 miliardi di dollari in 10 anni, si è arresa e ha annunciato che non si trova l'accordo tra repubblicani e democratici (con i primi che vogliono farli pagare solo al ceto medio ed impiegatizio, ma non ai ricchi, e i secondi che vogliono una ripartizione più equa); è ora che Obama decide di inasprire le sanzioni economiche contro l'Iran. Si tratta di sanzioni che proibiscono alle aziende americane di fare affari con quelle iraniane e soprattutto alle banche americane di avere rapporti con quelle iraniane. Le sanzioni colpiranno anche nel caso di rapporti indiretti: cioè se una azienda occidentale ha rapporti con quelle iraniane, va trattata come se fosse iraniana. Sanzioni simili - come sempre accade - sono state prese dai fedeli alleati degli Usa, Gran Bretagna e Canada.
La cosa non è piaciuta al governo russo, che ha reagito con una dichiarazione della portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zacharova: "In relazione alla decisione dell'amministrazione americana di rafforzare le sanzioni contro l'Iran, con impatti sulle compagnie di terzi Paesi che collaborano con l'Iran nell'industria petrolifera e della raffinazione, e nel settore bancario, diciamo nuovamente che la Russia vede queste misure extraterritoriali come inaccettabili e contro il diritto internazionale".
Fa spallucce invece il governo iraniano, attraverso il Ministero degli Esteri: ""Le azioni di alcuni Paesi occidentali, in particolare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna vanno nel senso dell'animosità di questi Paesi contro il nostro popolo. Sono condannabili e senza effetti. Tutti sanno che il livello del nostro commercio con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti è ai livelli più bassi. In questi ultimi anni, abbiamo deciso di ridurre i nostri scambi con questi due Paesi per aumentarli con gli altri. Tutti sanno che nel corso dei primi mesi dell'anno iraniano (che comincia a marzo, ndr), il volume dei nostri scambi esterni è aumentato di 36 per cento rispetto al 2010".

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di Antonio Rispoli
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