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USA: OBAMA SI PREPARA A "DISCORSO DI CHIUSURA" DELLA CAMPAGNA ELETTORALE


USA: OBAMA SI PREPARA A 'DISCORSO DI CHIUSURA' DELLA CAMPAGNA ELETTORALE
27/10/2008, 09:10

Anche se i sondaggi, ormai quotidiani, danno in recupero il senatore McCain nei confronti di Barack Obama, nella corsa alle presidenziali americane, con un distacco che per la Zongby è ridotto ad ormai 5 punti a livello nazionale, gli stessi sondaggi dicono che Obama è in vantaggio in cinque stati chiave su otto, mentre negli altri tre c'è una situazione di sostanziale parità. E questo, se venisse confermato dal voto, rappresenta una quasi certezza di vittoria per Obama. Il quale negli ultimi giorni è stato fuori dalla campagna elettorale, perchè alle Hawaii a trovare la nonna materna, anziana e gravemente malata; ma non ha certo abbassato la guardia e così oggi terrà a Canton, nell'Ohio, un discorso che sarà una sorta di arringa finale, in cui illustrerà - secondo la nota diramata dal suo staff - il resoconto di quasi due anni di campagna elettorale, spiegando come secondo lui bisogna cambiare l'economia per annullare gli effetti della crisi in corso. Inoltre ricorderà come "dopo ventuno mesi e tre dibattiti, il senatore McCain non è stato ancora in grado di dire al popolo americano quale sia una sola cosa significativa che farebbe di diverso da George Bush sull'economia".

Infatti McCain negli ultimi giorni sta recuperando terreno anche sui problemi economici, anche se lo fa con una campagna terroristica, accusando il rivale democratico di voler tassare tutti per poi dare i soldi ai suoi amici socialisti. Per noi questa può sembrare una argomentazione debolissima, ma per gli americani solo il termine "terrorista" può evocare più paura di "socialista", in campagna elettorale. Ma l'anziano candidato repubblicano si sta trovando un'altra gatta da pelare: Sarah Palin. Da una parte la candidata alla vicepresidenza - secondo i sondaggi - sta cominciando ad assumere una valenza negativa in termini di popolarità, dopo l'effetto positivo che ha avuto nei primi giorni dopo la convention repubblicana; dall'altro si è convinta - a torto o a ragione non si sa - che lo staff di McCain sta orchestrando la campagna elettorale in modo da gettarle addosso tutta la responsabilità di un eventuale fallimento alle elezioni di martedì prossimo. Di conseguenza ha deciso di proseguire in questi giorni seguendo il suo istinto, "disobbedendo" alle disposizioni dei consiglieri politici di McCain. Sarà la mossa giusta? Lo sapremo solo dopo il 4 novembre.

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di Antonio Rispoli
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