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Ha voluto approvare ogni nome della lista

USA: Obama stila la "kil list" dei terroristi di Al Qaeda

Indagini fatte dal Pentaono e dalla Cia

USA: Obama stila la 'kil list' dei terroristi di Al Qaeda
29/05/2012, 17:05

WASHINGOTN - Barack Obama, il presidente premio Nobel per la Pace, ha voluto approvare personalmente ogni nome che è stato aggiunto nella «kill list», la lista degli obiettivi dei raid letali, dei terroristi di al Qaeda. È quanto scrive oggi il New York Times in un lungo articolo in cui, attraverso una serie di interviste ad alti funzionari dell'amministrazione Usa ed ex consiglieri, ricostruisce una vicenda che definisce «un test per i principi e la determinazione di Obama». L'ampliamento della lista dei terroristi di al Qaeda da eliminare è stata una parte necessaria della strategia dell'amministrazione democratica di puntare maggiormente sugli attacchi con i droni per colpire le basi terroristiche dal Pakistan allo Yemen. Il presidente «è determinato nel voler prendere le decisioni sulla portata e l'estensione di queste operazioni - ha dichiarato al quotidiano newyorkese il consigliere per la Sicurezza Nazionale - nella sua visione è lui il responsabile della posizione degli Stati Uniti nel mondo, e quindi vuole mantenere un controllo molto stretto. Nel lungo articolo, il Times ricostruisce come sia stato portando avanti, in gran segreto, il processo di scelta degli obiettivi da uccidere, iniziato con un centinaio di funzionari dell'antiterrorismo che hanno raccolto e vagliato i profili di sospetti. Il Pentagono ha gestito il processo per quanto riguarda lo Yemen e la Somalia, mentre alla Cia è stato affidato quello per il Pakistan. Ma la rosa ristretta degli obiettivi scelti poi ha dovuto sempre passare il vaglio diretto del presidente, che ha dato l'ok definitivo a tutti i raid, specialmente quelli più complessi e rischiosi in Pakistan. È stato di Obama il via libera all'operazione con cui lo scorso settembre è stato ucciso Anwar al-Awlaqi, un cittadino Usa di origine yemenita diventato uno dei leader di al Qaeda della penisola arabica. In quel caso, ha raccontato William Daley, ex capo dello staff, il presidente ha parlato di «una decisione facile».

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di Valerio Esca
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