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Mark Wiles, 49 anni, colpevole di aver ucciso quindicenne

Usa, oggi il boia torna in azione in Ohio


Usa, oggi il boia torna in azione in Ohio
18/04/2012, 18:04

NEW YORK - Il boia entra in azione, oggi in Ohio, per eseguire la condanna a morte pronunciata contro un uomo, Mark Wiles, giudicato colpevole di aver ucciso un 15/enne. I fatti risalgono al 1985 quando Wiles, 49 anni, fu sorpreso dal figlio di una famiglia per la quale aveva lavorato mentre tentava un furto con scasso. Una volta resosi conto della presenza del ragazzo, l'uomo lo colpì ripetutamente con un coltello da cucina, fino ad ucciderlo. L'arma fu lasciata conficcata nella schiena della vittima. Inutili i tentativi della difesa per ottenere la clemenza, anche se l'assassino confessò subito. Wiles era già finito in prigione nel 1982, per un altro furto presso un'abitazione, ed era stato rilasciato l'anno dopo su libertà condizionata. Aveva garantito per lui proprio la madre del ragazzo ucciso. Come ultimo pasto, Wiles ha chiesto una pizza grande con salame e mozzarella extra, oltre ad un'insalata, una confezione grande di Cheetos (patatine al formaggio), un intero cheesecake, fragole fresche. Il boia torna in azione in Ohio in un momento in cui da più parti nel paese si mette in dubbio l'efficacia della pena di morte, non fosse altro in termini di costi. Secondo uno studio riportato dal New York Times, dal 1978, anno in cui è stato approvato il “Death Penalty Act”, la California ha speso quattro miliardi di dollari per eseguire tredici condanne. «Il costo di questo sistema capitale - ha detto Donald Heller, colui che nel 1978 elaborò il testo della legge - è tale da non portare beneficio a nessuno. È una macchina mangiasoldi che non serve a niente». Spesso entra in gioco anche la questione razziale. Dal 1976, le statistiche hanno dimostrato che il 35% dei condannati a morte a livello nazionale ha la pelle nera, sebbene i neri costituiscano il 12.6% del totale della popolazione. Sempre secondo fonti stampa, c'è inoltre un numero considerevole di innocenti mandati a morte. Dal 1973, 123 detenuti sono finiti ingiustamente nel braccio della morte. Nel caso dell'Ohio, l'esecuzione di oggi mette fine alla moratoria contro la pena di morte durata solo sei mesi. Lo stato dell'Ohio è stato spesso coinvolto in battaglie legali non tanto per la pena di morte in sé, quanto per le procedure. Diversi detenuti hanno fatto causa dopo che ad un detenuto nel 2009 era stato conficcato l'ago nelle vene ben 18 volte. La scorsa estate, un giudice federale aveva accusato l'Ohio di non rispettare le corrette procedure e aveva bloccato le condanne a morte per sei mesi. 

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di Valerio Esca
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