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USA: SI VA VERSO UN ACCORDO PER UNO STANZIAMENTO IMMEDIATO DEL 30%; IL 70% L'ANNO PROSSIMO


USA: SI VA VERSO UN ACCORDO PER UNO STANZIAMENTO IMMEDIATO DEL 30%; IL 70% L'ANNO PROSSIMO
26/09/2008, 09:09

Si va verso l'accordo al Congresso, sulla richiesta di Bush di stanziare 700 miliardi di dollari per aiutare la finanza americana. L'accordo prevede la divisione della somma in due tranche: 250 miliardi da stanziare subito; gli altri 450, se necessari, dopo l'elezione del nuovo Presidente.

Nel frattempo i commenti sulla proposta di McCain di fermare la campagna elettorale sono tutti negativi sui mass media americani, tanto che il suo stesso staff ha rassicurato, dicendo che questa sera il senatore parteciperà al confronto con il suo rivale Obama. Ma comunque il suo gesto è apparso indice di debolezza e di consapevolezza della stessa. Già non erano piaciuti il suo atteggiamento verso la Palin, tenuta lì come in una bacheca, lontano dalla stampa e dalla TV, esclusa qualche intervista con giornalisti fidati; o i suoi apprezzamenti negativi verso la stampa, accusati di deformare la realtà perchè vicini ai democratici. Ma negli ultimi giorni questa richiesta di sospensione e la menzogna detta per non andare al David Letterman Show hanno dimostrato che McCain ha paura e sta agendo in maniera sconsiderata ed imprevedibile, come un vecchietto bizzoso.

A questo punto ci sono due domande, a cui per ora non si può dare la risposta. La prima: riuscirà la popolazione americana a non farsi condizionare dal suo razzismo, nel votare - per chi lo vorrà - una persona di colore? La seconda: il nuovopresidente potrà porre rimedio alla situazione americana? Infatti è bene ricorare una cosa, di cui si parla poco: gli Stati Uniti stanno vicini al collasso, grazie a quella che probabilmente è stata la peggiopre amministrazione della storia statunitense: due guerre in corso - Iraq ed Afganistan - da cui non si vede alcuna via di uscita onorevole e che stanno assorbendo quattrini a palate; un'economia disastrata; un bilancio federale che otto anni fa era in attivo ed adesso è indebitato come non mai; un mercato immobiliare che adesso è praticamente fermo; una Russia che ha intrapreso la strada del neoimperialismo; una Corea del Nord che ricomincia ad alzare la testa; un risentimento - quando non un odio - diffuso praticamente ovunque nel mondo verso gli Stati Uniti. Quando nel 1929 prima Hoover e poi Roosvelt presero in mano la situazione, era meno problematica di adesso.

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di Antonio Rispoli
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