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Secondo un sondaggio oltre il 50% è favorevole

Usa, svolta per i matrimoni gay, Obama messo alle strette

Mentre nel Nord Carolina il referendum dice no

Usa, svolta per i matrimoni gay, Obama messo alle strette
08/05/2012, 17:05

WASHINGTON - La questione dei matrimoni gay è destinata ad essere, ancora una volta, uno degli argomenti della campagna elettorale, ma questa volta Barack Obama rischia di essere messo in difficoltà e superato a sinistra da una grande fetta del suo partito. Ed è stato sicuramente spiazzato dal vice presidente Joe Biden che in un'intervista tv nel weekend ha detto di «non avere assolutamente alcun problema» con il fatto che le coppie gay abbiano gli stessi diritti di quelle eterosessuali. Da quanto si apprende oggi dall’agenzia Adnkronos e dal Washington Post, anche il ministro dell'Istruzione, Arne Duncan, si è detto favorevole ai matrimoni gay, come aveva fatto già Shaun Donovan, il ministro per lo sviluppo urbano. Per il presidente Obama la risposta non così semplice, e le sempre più frequenti dichiarazioni favorevoli da parte non solo di democratici ma anche da esponenti dell'amministrazione rischiano di metterlo in difficoltà su un terreno quanto mai difficile a sei mesi dalle elezioni. Favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto gay ma non al matrimonio, Obama ha da tempo trovato un precario equilibrio sulla questione affermando che la sua posizione sul matrimonio gay «si sta evolvendo». Ma ora sembra messo in difficoltà da una parte del partito, e a quanto parte anche del suo staff, che vorrebbe che questa evoluzione si concludesse prima delle elezioni di novembre con una dichiarazione in favore dei matrimoni gay. Ma, allo stesso tempo, vi sono molti dei collaboratori del presidente democratico che temono che una presa di posizione del genere possa mettere a rischio la vittoria elettorale, dal momento che l'opposizione ai matrimoni gay non si registra solo tra gli elettori conservatori e della destra cristiana, ma anche tra gli elettori afroamericani quanto mai importanti per Obama. La situazione viene complicata dal fatto che molti dei principali big donors, i finanziatori, di Obama sono gay, e i gruppi per i diritti dei gay stanno portando avanti una campagna per far inserire nella piattaforma programmatica che verrà varata alla convention democratica a settembre una dichiarazione in favore del matrimonio gay. Come se non bastasse anche quest'anno in molti stati vi saranno referendum - in quattro oltre la Carolina del Nord dove si vota oggi - sui matrimoni gay, consultazioni che in passato hanno ottenuto l'effetto di mobilitare gli elettori conservatori in stati in bilico, un esempio per tutti l'Ohio nel 2004 dove George Bush incassò una delle vittorie decisive per la rielezione.

In Carolina del Nord inoltre oggi si è celebrato un referendum, teso ad inserire il divieto ai matrimoni gay nella costituzione dello stato, che anticipa analoghe consultazioni che si terranno in quattro stati il prossimo novembre. L'obiettivo del referendum è inserire un emendamento che affermi che «il matrimonio tra un uomo ed una donna è l'unica unione legale che venga riconosciuta come valida in questo stato». Si tratta della prima volta che si svolge una consultazione sul tema dal 2009 e bisogna ricordare che tutte le volte che gli elettori americani sono stati chiamati alle urne su questo argomento - in 31 diversi referendum dal 1998 ad oggi - i sostenitori dei diritti dei gay hanno perso. Anche perchè i repubblicani spesso hanno usato questi referendum per mobilitare i conservatori in stati chiave per le presidenziali. Tra i sostenitori dell'emendamento costituzionale, il pastore evangelico Billy Graham che ha pubblicato un inserzione sui giornali della Carolina del Nord in cui afferma che «la Bibbia è chiara, la definizione di Dio del matrimonio è quello tra un uomo e una donna». Sul fronte opposto si è schierato Bill Clinton, il presidente che nel 1996 ha firmato il Defense Marriage Act, che ricorda come, se passasse, questo referendum non avrebbe «nessun risultato nel proteggere il matrimonio tradizionale, cosa che è già fatta» ma finirebbe per colpire tutte le coppie di fatto.
Ma un dato totalmente discordante emerge da un sondaggio della Gallup, secondo il quale oltre il 50% degli americani è d'accordo con la legalizzazione delle nozze gay. I risultati sono stati diffusi proprio nel giorno in cui in Nord Carolina si vota per una norma con cui si vorrebbe inserire nella Costituzione statale il divieto di matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il sondaggio, inoltre, arriva in un momento di grande dibattito sulla questione, soprattutto in campo democratico, dove sono in molti a fare pressing sul presidente Barack Obama, come già detto in precedenza, perchè prenda una posizione ufficiale a favore delle nozze omosessuali. Pressioni che arrivano anche da alcuni esponenti dell'amministrazione, a partire dal vicepresidente Joe Biden. Un anno fa - sempre secondo un sondaggio della Gallup - i cittadini americani favorevoli alla legalizzazione delle nozze gay erano un pò di più, circa il 53%. L'inversione di tendenza nell'opinione pubblica Usa è comunque ormai netta. Basti pensare che nel 1996 i favorevoli erano solo il 27% degli americani.

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di Valerio Esca
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