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Molti hanno aderito, distruggendo le loro armi

Usa: "Un fucile in meno", parte la nuova campagna social contro le armi


Usa: 'Un fucile in meno', parte la nuova campagna social contro le armi
20/02/2018, 10:19

WASHINGTON (USA) - Dopo la strage in un liceo della Florida, dove un 19enne ha ucciso 17 persone, è stata lanciata attraverso i social la campagna "One-less gun" (un fucile in meno). Diverse persone hanno aderito, filmandosi mentre distruggevano pistole o fucili. E sempre all'insegna del motto: "Non voglio che la mia arma possa togliere la vita a qualcuno. E questo vale più di un qualsiasi diritto". Molte persone hanno applaudito la scelta, mentre altri l'hanno violentemente contestata. Perchè purtroppo il problema resta lo stesso: molti ritengono che non ci sia nulla di male ad avere un arsenale in casa, visto che la Costuzione permette di farlo. E che chi usa le armi per uccidere gli altri è solo un caso isolato. Peccato che ogni anno negli Usa oltre 10 mila persone perdono la vita a casa dei "casi isolati". 

Sulla stessa falsariga è stata ortganizzata una manifestazione a Washington, davanti alla Casa Bianca. Al grido di "Sarò io il prossimo?", centinaia di giovani si sono sdraiati a terra sulla strada, simulando i morti per armi da fuoco. Il presidente Trump ha risposto promettendo una legge bipartizan in Parlamento, ma appare difficile: la Nra (l'associazione che rappresenta la lobby delle armi) ha versato a Trump 30 milioni di dollari per la sua campagna elettorale. Difficile pensare che Trump voglia rinunciare per il futuro a simili contributi. 

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di Antonio Rispoli
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