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Usa: un gigante in via di disfacimento ma ancora pericoloso


Usa: un gigante in via di disfacimento ma ancora pericoloso
04/02/2012, 17:02

Più passa il tempo e più gli Stati Uniti fanno paura. Non parlo di una paura legata ai complotti, al New World Order (Nuovo Ordine Mondiale) o cose del genere. Parlo di quello che potremmo definire un ricorso storico: cioè quei tratti che segnalano l'agonia di un Paese che sta rinunciando alla sua egemonia perchè non è più in grado di sostenerla. Sia ben chiaro che non si intende dire che domani o dopodomani gli Stati Uniti crolleranno, ma che si stanno indebolendo, al punto che non sono in grado di esercitare pressioni diplomatiche discrete ma efficaci sugli altri Paesi come fatto dal 1945 in poi.
I segnali ci sono tutti. Innanzitutto una sempre peggior qualità della vita nel Paese, con un aumento costante della criminalità ed una sempre maggiore violenza delle forze dell'ordine contro i loro concittadini. Certo, la Polizia statunitense è sempre stata violenta. Ma ormai si è arrivati ad estremi che mai si erano raggiunti, come ha dimostrato la reazione alle manifestazioni di "Occupy Wall Street", dove non si è cercato neanche l'incidente, come nel passato, per giustificare la reazione. E' diventata famosa la scena del poliziotto che spruzzava una mezza bomboletta di spray al peperoncino in faccia ad una ragazza che era ammanettata.
Poi i problemi economici. E qui non parlo solo della crisi economica in corso, ma delle sue cause. Quelle cause di cui nessuno parla e che risiedono nel fatto che c'è una vasta platea di persone che lavorano come forsennati, ma che a malapena riescono ad arrivare a fine mese. E' una quantità di persone non indifferente (si parla di oltre 50 milioni di persone, ma non esistono statistiche ufficiali) che sono completamente fuori dal mercato "del consumo" e che quindi non riescono a far crescere l'economia nazionale.
Infine il problema più grosso: l'esercito. E' noto che tutti gli imperi cominciano la loro caduta con una sconfitta militare. Anche per l'URSS fu lo stesso, con la sconfitta in AFghanistan. Persino l'Inghilterra ha cominciato il suo declino con una vittoria di Pirro, quella ottenuta nella Seconda Guerra Mondiale, durante la quale però aveva dovuto cedere tutte le proprie riserve auree agli Usa, in cambio delle armi, delle munizioni e dei rifornimenti di altro genere che le permisero di sopravvivere nel 1940 e in parte del 1941 (Dopo pagarono gli Usa, grazie alla legge "Affitti e Prestiti" voluta dal presidente Roosvelt). Gli Stati Uniti sono in questa fase: l'invasione in Iraq e quella in Afghanistan sono state un fallimento dal punto di vista militare, in quanto i soldati si sono rivelati assolutamente incapaci di gestiore la situazione. Oggi si parla addirittura di tentare l'invasione dell'Iran, nella primavera-estate del 2012; una decisione che può essere definita solo come "folle". Perchè l'Iran è un Paese con peculiarità che renderebbero impossibile una conquista. Per carità: un esercito Usa potrebbe anche arrivare a Teheran, eliminando Ahmadinejad e magari gran parte dei vertici politici e religiosi del Paese, dato che l'esercito è relativamente debole, rispetto alla popolazione (1,4 milioni di soldati contro oltre 80 milioni di abitanti). Ma a quel punto si troverebbero contro praticamente tutta la popolazione iraniana. Non come in Iraq, dove curdi e sciiti (oltre 3 cittadini su 4) erano contro il partito Baath guidato da Saddam Hussein; non come in Afghanistan, dove è stato facile accordarsi con alcune tribù contro i talebani. Qui, in caso di invasione, tutte le divisioni e gli odi sparirebbero e tutta la popolazione si schiererebbe contro l'esercito Usa. Ed anche gfli apporti di cui si vocifera, da parte di Francia e Gran Bretagna non cambierebbero la situazione. Anche senza l'annunciato intervento di Cina e Russia a favore di Teheran, è una azione destinata a sicuro fallimento.
Quindi a noi persone comuni cosa resta da fare? Nulla. Solo incrociare le dita e sperare. Ma in cosa non saprei. Perchè anche le elezioni statunitensi, che avverranno a novembre del 2012 non sono incoraggianti. Allo stato, i sondaggi danno per molto probabile una conferma di Barak Obama, se la situazione economica tiene. Un Obama che però ha già dimostrato la propria incapacità, deludendo grandemente molti di coloro che l'hanno votato nel 2008. Dall'altra parte tra i repubblicani il favorito è Mitt Romney: mormone, ricco a palate, che ostenta la propria ricchezza e il proprio disprezzo verso chi ricco non è, che ha già ampiamente dimostrato che la sua idea è quella di un Paese che sfrutta una massa sempre maggiore di diseredati per far arricchire sempre meno super-ricchi. Una scelta insomma difficile da fare.
L'unica speranza è che chiunque vinca eviti le estremizzazioni. Su Internet ci sono notizie e foto su campi che ufficialmente servono alla FEMA (una specie di Protezione Civile americana) in caso di terremoti o altre calamità per gli sfollati; mentre secondo alcuni complottisti servirebbero come campi di concentramento per rinchiudervi coloro che osassero protestare nel momento in cui gli Usa dovessero lanciare l'ultimo attacco per il petrolio iraniano. L'ultima notizia in questo senso diceva che la FEMA ha deciso di aumentare la propria dotazione di razioni di riserva da 6 a 42 milioni di unità. Una decisione che apparentemente non ha senso: finora non c'è mai stato disastro naturale che abbia tagliato fuori le fonti di produzione per un tempo tale da rendere necessario un tale approvvigionamento; almeno non su suolo statunitense. Cosa c'è sotto? A meno che non servano per il 20/12/2012, come dicono i Maya...

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di Antonio Rispoli
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