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Da Brooklyn un'altra sberla per Barack

Usa verso il voto 2012 ma le urne tradiscono Obama

Dal Massachussets a New York debackle del Presidente

Usa verso il voto 2012 ma le urne tradiscono Obama
14/09/2011, 19:09

WASHINGTON - Nella storia americana è frequente che un presidente soffra nei test elettorali durante la sua amministrazione. Tuttavia, la presidenza Obama è andata oltre, subendo in questi anni una serie di brutte sberle elettorali. Batoste che stanno gettando tra i democratici un'ombra di grave incertezza in vista delle elezioni del 2012. Alcune di queste sono state inedite, per certi versi storiche, come quella di oggi, del candidato democratico del collegio 9 di Brooklyn, Ny, la prima dopo 90 anni. Ma non è la prima volta. Basti pensare al trionfo repubblicano nel collegio senatoriale in Massachusetts, sotto controllo dei Kennedy da 60 anni, e le elezioni di Midterm che hanno visto la Camera dei Rappresentanti passare sotto il controllo dei repubblicani e una netta affermazione dei Tea Party. 20 gennaio 2010: esattamente un anno dopo l'insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, mentre l'America è lacerata dal dibattito sulla riforma sanitaria, Scott Brown, uno giovane bianco, di bell'aspetto, del tutto sconosciuto, espugna a sorpresa il seggio senatoriale del democraticissimo Massachusetts, per quasi sei decenni monopolio della famiglia Kennedy, e dove lo stesso Barack Obama, poco tempo prima, staccò il rivale McCain di oltre 26 punti percentuali. Per la Casa Bianca, come per tutti i progressisti americani è uno choc assoluto. È un'elezione suppletiva, per scegliere l'erede di Ted Kennedy scomparso pochi mesi prima. Alla vigilia sembrava un collegio sicuro per il partito dell'asinello. Ma le cose vanno diversamente. Il vento era già cambiato, e trascinava con forza la destra del Tea Party, e facce nuove come quella di Brown, uno che non era ancora nato quando Jfk nel 1952 venne eletto proprio lì, e aveva quattro anni quando Ted Kennedy prese il suo posto. 2 novembre 2010: Il voto di midterm, tradizionalmente difficile per gli inquilini della Casa Bianca, fa registrare un'altra scoppola per Barack Obama. Il presidente perde il controllo della Camera e salva a fatica la maggioranza al Senato. All'indomani del voto ammette lui stesso che è stata una «bastonata» e che in futuro «cercherà di collaborare di più con i repubblicani». Fu un voto che segnò il trionfo del movimento dei Tea Party portando a Capitol Hill molte facce nuove di neoeletti che da quel momento in poi sono riusciti con il loro oltranzismo a far pesare molto il loro voto negli equilibri interni del partito dell'elefantino. 13 settembre 2011: Storica vittoria per i repubblicani in un distretto di New York nel quale i democratici non perdevano un'elezione dagli anni '20. Come nel Massachusetts,è un voto suppletivo. Si decideva chi mandare alla Camera dopo le dimissioni del deputato democratico newyorkese Anthony Weiner, rimasto coinvolto in uno scandalo a luci rosse legato a messaggi su Twitter. Si vota nel nono distretto, che include zone di Brooklyn e del Queens, abitate da tantissimi ebrei. Qui il repubblicano cattolico ultra-conservatore Bob Turner batte col 53% dei voti lo sfidante, l'ebreo democratico David Weprin (47%). A favore del vincitore è schierato l'ex sindaco, democratico ed ebreo, Ed Koch. I democratici parlano di «test locale senza valenza nazionale». Ma tanti osservatori credono che la comunità ebrea abbia bocciato il candidato democratico per protestare contro la politica obamiana nei confronti di Israele. Un'ipotesi che impensierisce ancora di più lo staff del presidente. Ma Obama dopo il primo miracolo potrebbe confermare il risultato, in fondo "Yes, we can" rimarrà nella storia e nel cuore di tutti.

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di Valerio Esca
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