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USA, "yes we can", un marchio presidenziale


USA, 'yes we can', un marchio presidenziale
31/01/2009, 14:01

Che Barack Obama sia uno straordinario divulgatore di immagini vincenti ormai è appurato. I suoi appelli al cambiamento e il mantra elettorale "Yes, we can" sono stati utilizzati in infinite campagne-marketing: mega-aziende d'arredamento come Ikea, ma anche linee aeree come la Southwest Airlines si sono ispirati ai suoi slogan elettorali per le campagne pubblicitarie; e negli Usa, c'è persino un'azienda produttrice di gelati, la Ben & Jerry's homemade Inc, che ha messo in vendita il "Yes, pecan".
Ma ora gli avvocati della Casa Bianca stanno studiando come limitare l'utilizzo dell'immagine del presidente. Compito difficile il loro perché dovranno cercare di tenere insieme la capacità di fascinazione dell'avvenente afro-americano alla Casa Bianca con i diritti alla libertà di parola assicurati dal Primo Emendamento e il facile accesso a video e foto sul web. "I nostri legali stanno cercando di mettere a punto un progetto che proteggerà l'immagine del presidente, facendo attenzione a non soffocare lo straripante entusiasmo che (Barack Obama) gode nel pubblico", ha spiegato un portavoce presidenziale, Jen Psaki.
La Casa Bianca ha sempre bloccato l'utilizzo commerciale delle immagini dei presidenti, ma per gli Obama è diverso perché l'intera 'first family' appare molto appetibile: appena approdata alla Casa Bianca, Michelle Obama ha chiesto di bloccare la vendita delle bambole Beanie Babies con il nome delle figlie, ma si è sentita rispondere dall'azienda che Sweeet Sasha e Marvelous Malia non hanno nulla a che vedere con le 'first daughters'.

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di Redazione
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