Dal mondo / America

Commenta Stampa

Il piccolo colpito da arresto cardiaco

Washington, bimbo esce da coma dopo 5 anni grazie a staminali


Washington, bimbo esce da coma dopo 5 anni grazie a staminali
23/05/2013, 18:52

WASHINGTON – Un miracolo. Così potrebbe essere definito ciò che è accaduto a Washington, dove un bimbo si è risvegliato dopo 5 anni di coma, grazie alla cura staminale. Il piccolo era in stato vegetativo persistente a causa di una paralisi cerebrale pediatrica. A salvare il piccolo è stato proprio un trattamento con staminali prelevate dal sangue del cordone ombelicale della madre. E' lo storico risultato ottenuto dai medici del Catholic Hospital di Bochum, in Germania.
A seguito di un arresto cardiaco con grave danno cerebrale, subito alla fine del 2008, il bambino di due anni e mezzo era in stato vegetativo persistente e le possibilità di sopravvivenza erano minime ma, dopo due mesi di trattamento con cellule staminali del sangue del cordone ombelicale della madre, i sintomi del bambino sono migliorati notevolmente e nei mesi successivi, il bambino a imparato a dire semplici frasi e a muoversi.
"Questo studio dissipa i dubbi, di lunga data, circa l'efficacia di questa nuova forma di terapia" ha dichiarato Arne Jensen, che ha condotto la ricerca pubblicata su Case Reports in Transplantation.
''In una situazione disperata, i genitori hanno cominciato a cercare rimedi alternativi'' continua Arne Jensen ''e ci hanno contattato per chiederci a proposito della possibilità di usare il sangue del cordone ombelicale congelato alla nascita''. Nove settimane dopo il danno cerebrale, a gennaio 2009, i medici hanno somministrato il sangue preparato per via endovenosa. In seguito, è stato studiato il progresso del bambino a 2, 5, 12, 24, 30, e a 40 mesi dalla paralisi cerebrale.
Di solito, le possibilità di sopravvivenza dopo un così grave danno cerebrale sono minime e a distanza di mesi dal danno, i  sopravvissuti mostrano solo minimi segni di coscienza. Dopo la terapia con il sangue del cordone, il piccolo paziente ha tuttavia recuperato in tempi relativamente brevi. In due mesi la spasticità era notevolmente diminuita ed era in grado di vedere, sedersi, sorridere, e parlare con parole semplici. Quaranta mesi dopo il trattamento, il bambino era in grado di mangiare autonomamente, camminare con un aiuto e formare frasi di quattro parole.

Commenta Stampa
di Erika Noschese
Riproduzione riservata ©