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Obama:"Ho fatto bene a cambiare strategia"

Wikileaks, il Pentagono avvia inchiesta penale su fuga di notizie


Wikileaks, il Pentagono avvia inchiesta penale su fuga di notizie
27/07/2010, 19:07

WASHINGTON - La fuga di notizie targata Wikileaks ha scatenato un vero e proprio polverone che, però, stando alle dichiarazioni ufficiali degli organi di governo e di intelligence statunitensi, non ha messo in pericolo la sicurezza nazionale né favorito la diffusione di informazioni coperte da segreto militare. Eppure, nonostante questo, il Pentagono ha appena confermato che aprirà un'inchiesta penale per far luce sull'accaduto e punire in maniera esemplare i responsabili.
Tra questi figura in prima linea il 22enne impiegato dell'intelligence 
Bradley Manning.
Il ragazzo, infatti, è già finito in un carcere militare del Kuwait per aver fornito a Wikileaks un video dove si vedeva chiaramente un elicottero Apache aprire il fuoco su un gruppo di civili e su due giornalisti Reuters inviati a Bagdad.
Come si legge anche su Liberonews, il portavoce del Pentagono Geoff Morrell, su Manning ha dichiarato che "è ovviamente una persona interessata alle indagini anche su questa fuga di notizie, ma ancora preferiamo non sbilanciarci e consideriamo tutte le piste valide".
Sull'episodio tenta prontamente di scongiurare ogni imbarazzo sul nascere anche Barack Obama, il quale, difatti, dopo aver precisato che le notizie "fuggite" "non dicono nulla di nuovo", si congratula con se stesso poichè "ho fatto bene aver cambiato strategia" in Afghanistan. In fine, il New York Times, tra i primi quotidiani a pubblicare la news in anteprima, sulla fuga di notizie ha voluto ascoltare il parere di Andrew Exum; del Center for a New American Security.
Lo studioso che da anni studia la guerra afghana e che ha letto diversi documenti secretati, ha rilasciato al giornale una dichiarazione precisa:"Non ho visto nulla nei documenti che mi abbia sorpreso o detto qualcosa di significativo".
Al termine della bagarre favorita da Wikileaks, tra i vari quesiti aperti, ne resta uno piuttosto importante: come mai, il giovane Manning, è finito in galera all'interno di un carcere militare e, coloro che hanno sparato su civili e giornalisti, sono inveceancora a piede libero e protetti dal governo americano?

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di Germano Milite
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