Dal mondo / America

Commenta Stampa

Tutti i segreti dell’uomo più ricercato del momento

Wikileaks, “Reato di terrorismo" per le fughe di notizie


Wikileaks, “Reato di terrorismo' per le fughe di notizie
04/12/2010, 09:12

“Reato di terrorismo" per le fughe di notizie, è una delle tante accuse rivolte a Julian Assange, il capo di Wikileaks, a proporlo è il deputato repubblicano Peter King, così come il leader della destra americana Sarah Palin che afferma che "Va braccato come Osama Bin Laden", ma quest’uomo è già entrato nella storia dell’era internet al fianco di nomi come Bill Gates (Microsoft), Larry Page (Google) e Mark Zuckerberg (Facebook). Julian è definito un eroe da parte di Daniel Ellsberg, autore della rivelazioni Pentagon Papers degli anni settanta, infatti ammette: "ho aspettato 40 anni per vedere qualcuno che abbattesse i segreti di Stato in modo da cambiare il corso della storia". Secondo quanto rivelato da se stesso, viaggia sotto falso nome, cambia continuamente il telefono, e ciò anche da parte dei suoi collaboratori, tra cui spiccano le figure di Xiao Qiang, Wang Youcai e Wang Danm, giornalisti anti-dittatura, matematici, esperti informatici provenienti da da Stati Uniti, Europa, Australia, Taiwan, Sudafrica. Nei primi anni dei progetto Wikileaks, aperto ne 2006, la battaglia è rivolta ai regimi autoritari in alcuni paesi del mondo, contrastano i genocidi e la repressione del dissenso. Oltre agli esponenti già citati in precedenza, il suo team di fedelissimi è formato da 40 volontari e un esercito di 800 membri esterni all’associazione, e sopravvivono grazie a soli 200.000 euro all’anno, non hanno una sede fissa, ma si spostano in base alle leggi in cui sono più tolleranti per quanto riguarda la libertà di espressione. Per i server del sito web Wikileaks, non c’è problema, grazie ad un semplice meccanismo dotati di multiproxi, cambiano costantemente i nodi di comunicazione, rendendo quasi impossibile trovare la collocazione fisica dei server, e nel caso succedesse qualcosa sia a Julian Assange, è pronta una nuova minaccia: "se succede qualcosa a me o al sito principale, scatta automaticamente la divulgazione della password che consentirà di diffondere tutto questo materiale". Scondo quanto riferito dallo stesso Julian Assange, al Guardina, un nuovo archivio segreto in forma criptata è già stato consegnato a 100.000 persone in decine di paesi sparsi per il mondo, e se dovesse capitare qualcosa sia al sito che ad Assange, scatterebbe automaticamente la divulgazione della password, che consentirebbe lo sblocco di documenti criptati in possesso degli utenti: “ una chiave elettronica verrebbe inviata via web e i file sarebbero resi leggibili. La storia vincera'. Riusciremo a sopravvivere? Dipende da voi”. Intanto è caccia all’uomo in tutti i paesi del mondo.

Commenta Stampa
di Fabio Iacolare
Riproduzione riservata ©