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È il sesto premier nipponico in sei anni

Yoshihiko Noda guiderà il Giappone del post tsunami

L’ex ministro ha davanti a se sfide importanti

Yoshihiko Noda guiderà il Giappone del post tsunami
29/08/2011, 17:08

TOKYO – La guida del Giappone post terremoto/tsunami va nelle mani di Yoshihiko Noda. L’ex ministro delle Finanze giapponesi, infatti, è stato eletto nuovo leader del Partito democratico (Dpj) e domani, con il voto del Parlamento, diventerà il sesto premier nipponico degli ultimi sei anni, dopo Shinzo Abe (2006), Yasuo Fukuda (2007), Taro Aso (2008), Yukio Hatoyama (2010) e Naoto Kan. La sua elezione arriva dopo le dimissioni di Naoto Kan, venerdì scorso, la cui decisione di lasciare la guida del partito di governo è arrivata in seguito alle numerose critiche riguardanti la gestione del dopo terremoto e tsunami dell’11 marzo scorso.
E proprio la crisi che ha sconvolto il Giappone dopo lo scorso 11 marzo sarà la prima prova con cui il nuovo premier dovrà fare i conti. Ma non solo. Un’economia stagnante, un debito pubblico abnorme e la questione dei sostegni sufficienti per gestire le molteplici difficoltà economiche e anche politiche del Giappone: sono questi gli elementi che fanno presagire un percorso tutto in salita per il neo eletto Yoshihiko Noda, oltre che i pesanti strascichi del disastro nucleare. Ostacoli nei confronti dei quali Noda sembra offrire più sicurezze, autodefinitosi un uomo di basso profilo, sprovvisto di carisma ma apprezzato dai mercati. Sono sfide importanti quelle che l’ex ministro delle Finanze ha da affrontare, a cominciare dalla ricomposizione del proprio partito, e di sicuro quello che prende in gestione il nuovo primo ministro nipponico è un Giappone in cattive acque.

LA VITTORIA AL BALLOTTAGGIO
Yoshihiko Noda ha sconfitto al ballottaggio per la guida del Partito democratico il ministro dell’Economia del Commercio e dell’Industria, Banri Kaieda, aggiudicandosi la presidenza del Partito e, a breve, anche la guida del governo nipponico. Noda, 54 anni, ha ottenuto 215 voti sul totali dei 392 validi espressi dai parlamentari del partito Democratico, mentre Kaieda si è fermato a quota 177. Subito dopo la proclamazione del risultato del ballottaggio, avvenuto col conteggio manuale delle schede e poi per conferma con le stesse macchinette usate per le banconote, i 5 candidati sono saliti sul palco stringendosi “le mani in un gesto di unità”, con il proposito di “guardare avanti” alle prossime sfide.

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di Antonio Formisano
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