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6 NUOVE IMPRESE NEL DISTRETTO INDUSTRIALE DI ARZANO


6 NUOVE IMPRESE NEL DISTRETTO INDUSTRIALE DI ARZANO
09/07/2008, 16:07

Sei nuove imprese di donne e giovani per rilanciare il distretto industriale tra Arzano e la provincia di Caserta. Sei progetti concreti per creare ricchezza e occupazione nei settori tessili, calzaturiero e dell'abbigliamento, in una zona stretta tra una forte tradizione produttiva, con punte di eccellenza, e una serie di contraddizioni economiche e sociali, come la disoccupazione giovanile e ampie fette di lavoro sommerso.

E' questo il risultato, concreto e non solo teorico, del progetto A.Pr.I. (Arzano Progetta Impresa), che ha presentato i suoi dati di metà percorso, con i sei business plan dei nuovi progetti d'azienda, nella sala dibattiti del teatro Le Maschere, ad Arzano. Al convegno, moderato dal giornalista Antimo Scotto, hanno preso parte i componenti della commissione prefettizia che regge le sorti de Comune di Arzano, il dirigente dell'area risorse finanziarie del Comune di Arzano, Saverio Francesco Barone; il docente di marketing territoriale Raffaele Cercola, della RC&P srl; la presidente dell'EFI, Ente Funzionale per lo Sviluppo e l'Innovazione regionale, Alessandra Bocchino; l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Bernardino Tuccillo; il presidente dell'Ebac, Ente Bilaterale Artigianato Campania, Achille Capone; e Antonio Di Lorenzo, rappresentante del Consorzio Imprenditoria Grumese.
Il progetto A.Pr.I., finanziato nell'ambito della Misura 4.3 Promozione del sistema produttivo regionale Azione 1 del POR Campania, ha coinvolto 21 comuni delle province di Napoli e Caserta (capofila il Comune di Arzano; comuni aderenti: Casandrino, Casavatore, Casoria, Frattamaggiore, Grumo Nevano, Melito e Sant'Antimo, in provincia di Napoli, e poi Aversa, Cesa, Frignano, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Marcellino, San Tammaro, Sant'Arpino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta e Villa di Brianzo in provincia di Caserta) ed e' stato attuato dall'associazione temporanea di imprese fra Protom spa e RC&P srl.  L'iniziativa è nata promuovere la creazione d'impresa nel mondo giovanile con particolare attenzione alle donne, ma anche per aiutare chi già opera con attività in nero ad emergere nella piena legalità con la capacità di reggere l'impatto con il mercato: formazione, orientamento, consulenze ed accompagnamento del tutto gratuiti per i partecipanti attraverso uno sportello attivato ad Arzano. I risultati intermedi (formazione per 30 giovani e sei business plan per nuove aziende) sono quelli presentati all'incontro-dibattito di Arzano: sei nuove idee di impresa, costruite su intuizioni brillanti e risorse locali, che andranno aiutate a camminare e a crescere. «Questo è un territorio ricco di risorse e al tempo stesso di contraddizioni – ha detto, aprendo i lavori, il prefetto Riccardo Ubaldi, commissario che regge l'amministrazione comunale di Arzano dopo lo scioglimento del Consiglio comunale – ci sono momenti di eccellenza imprenditoriale e, a poca distanza, picchi di disagio sociale. Il nostro compito è quello di lavorare per sostenere le risorse positive e cucire le divisioni». «Il progetto – ha spiegato il dirigente comunale Barone – ha previsto un impegno finanziario di 700mila euro. Una spesa notevole che ha fatto ricadere benefici sul territorio. Da qui, però, devono partire nuove iniziative. Dobbiamo fare rete, costruire un network tra grandi e piccole imprese e aiutare così la crescita collettiva di un territorio».
«Le sei nuove idee di impresa che nascono dal progetto – ha spiegato Raffaele Cercola, professore di marketing territoriale e presidente della Mostra d'Oltremare – sono un seme lanciato in un terreno che è sicuramente fertile. L'area dei 21 comuni del progetto, partendo da Arzano, ha una lunga tradizione produttiva. Dobbiamo oggi rilanciare la sfida in termini di innovazione, uscendo dai limiti dell'assistenzialismo di Stato e costruendo le imprese non su istinti generici ma su competenze specifiche. Un'impresa è una cosa seria, ha bisogno di business plan e motivazioni profonde. Non tutti possono fare impresa. I sei nuovi imprenditori che nasceranno col progetto dovranno avere il mercato come stella polare e una capacità strutturale di confrontarsi con la sfida della trasformazione continua. E noi dovremo accompagnarli in questo sforzo, come già abbiamo fatto, con formazione mirata, con sostegno di rete, con prototipi di buone prassi».
«Questi territori hanno un patrimonio – ha detto Alessandra Bocchino – che non va disperso. Rischia di morire nelle sue contraddizioni e invece deve ritrovare ossigeno. Il progetto Apri investe su innovazione e formazione e per questo rappresenta una frontiera interessante anche per altre realtà».
«Questo è un territorio industriale in crisi – ha detto l'assessore provinciale Tuccillo – che noi dobbiamo rilanciare con le microimprese, che guardano all'emersione da zone di sfruttamento e hanno come obiettivo il riscatto delle fasce più disagiate, come quelle di giovani e donne inoccupate».
«Nel primo trimestre del 2008, in Campania sono più le imprese morte che quelle nate – ha detto il presidente dell'Ebac, Achille Capone – Sul territorio regionale c'è un rapporto tra residenti e imprese attive più basso di tutte le regioni italiani. Bisogna creare più impresa per creare più ricchezza e più occupazione».
«Dal basso si può – ha concluso Antonio Di Lorenzo, presidente del Consorzio imprenditori Grumese -; il nostro consorzio ne è la dimostrazione. Fare rete tra le imprese è una delle sfide della modernità. Noi l'abbiamo raccolta e ne siamo soddisfatti».

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di Redazione
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