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A chi giova la proposta di Eric Cantona?


A chi giova la proposta di Eric Cantona?
08/12/2010, 19:12

In questi giorni si è discusso a lungo dell'invito fatto dall'ex calciatore francese Eric Cantona: il 7 dicembre tutti vadano a ritirare i soldi dei propri conti correnti, in modo da far fallire le banche. In realtà sono stati pochissimi a seguire l'invito.
Ma se ci fosse stata una adesione di massa, cosa sarebbe successo? In realtà nulla. Anche se le banche non possono rifiutarsi di dare i soldi al correntista che li chiede, ciascuna banca non ha nella propria cassaforte l'equivalente di tutti i soldi formalmente depositati. Quindi, accontentate alcune centinaia di persone, avrebbe comunque dovuto sospendere il lavoro per aspettare che la più vicina sede della Banca centrale mandi il contante necessario. Inoltre chi ha molti soldi, deve comunque aspettare dle tempo, perchè le banche espressamente prevedono che ci vuole del tempo (da uno a tre giorni) quando si superano certe somme. Tutte misure che avrebbero rallentato il pagamento, mettendolo nella norma. Ma poi? l'individuo che ha per esempio 80 mila euro in banca, che ci fa? Compra titoli di Stato? Bisogna tornare in banca e versare la somma necessaria. Spenderli in un viaggio o cose del genere? E se servono da qui ad un anno o due, come li recuperiamo? E poi chi avrebbe il coraggio di tenere 80 mila euro a casa, rischiando che se vengono i ladri uno perde tutto? E' inevitabile che dopo 48 ore al massimo una persona i soldi li riporta in banca. Non ci sono altre alternative,
A questo punto, immagino che ci sarà il solito idiota che salta su e dice: "Ma allora tu sei d'accordo con le banche". In realtà, potessi, le chiuderei per legge. Il problema è che nella nostra economia le banche sono indispensabili. Senza le banche, come si fa a conservare i soldi? Come fa una società di Parma a pagare i beni da una società di Bari, magari per 200 o 300 mila euro? Mette i contanti in una valigetta, come si vede nei film? E quando si tratta di vendere all'estero? Purtroppo le banche non si possono abolire, qualcuno deve assumere quelle funzioni. Quello che invece si può fare (e si dovrebbe fare, ma non si fa) è stendere una rete di leggi che impedisca gli abusi delle banche. Perchè il vero problema è questo: che le banche abusano del loro potere. Per esempio in Italia (ed è dimostrato da numerose sanzioni dell'Antitrust) tutte le banche sono associate in un cartello che tiene alti gli interessi sui prestiti al Sud Italia e bassi al Nord. Questo blocca lo sviluppo del Sud e favorisce mafia, camorra e 'ndrangheta, che con l'usura ci fanno affari d'oro. Basterebbe che il governo intervenisse su questo fatto, costringendo le banche a pareggiare i tassi al ribasso, per dare un pesante colpo all'usura nel sud. Ma non verrà fatto, perchè c'è l'interesse - indipendentemente da chi c'è al governo - a concentrare le ricchezze al nord, anche se questo alla lunga ha danneggiato pesantemente l'economia italiana e lo danneggerà sempre di più.
Si può immaginare un'altra facile obiezione: ma perchè le banche devono prendersi un interesse? Ma la risposta è altrettanto semplice: ci sono spese da sostenere: impiegati. Dirigenti, guardie armate, mezzi blindati per il trasporto del denaro, corazzature delle varie sedi, ecc. Tutte queste spese chi le paga? Anche se le banche non fossero enti privati (e quindi anche qua abusano su queste voci per aumentare i propri guadagni) e fossero enti pubblici, comunque da qualche parte devono far uscire i soldi per il pagamento di tutte le spese. Un fruttivendolo compra la frutta a 10 e la vende a 30, per pagare questa spesa; la banca non può cambiare il prezzo del denaro. Quindi può solo farsi pagare gli interessi su quello che presta.

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di Antonio Rispoli
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