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Agosto, Fisco mio non ti conosco: evasioni “balneari” scoperte con i controlli estivi in Campania


Agosto, Fisco mio non ti conosco: evasioni “balneari” scoperte con i controlli estivi in Campania
01/09/2011, 14:09

Estate di controlli in Campania. Il Fisco non va in vacanza e scopre sacche di evasione nelle tipiche attività stagionali del settore turistico, accertando nel solo mese di agosto maggiori ricavi per un totale di circa 600mila euro.

A finire sotto la lente degli ispettori delle Entrate sono stati stabilimenti balneari, ristoranti, discoteche, sagre, ma anche parchi acquatici e aziende di agriturismo.
I controlli, alcuni dei quali ancora in corso, hanno fatto emergere una costante sottofatturazione dei ricavi, spesso accompagnata dalla presenza di lavoratori in nero, utili sottratti all’imposizione e incongruenze tra gli incassi giornalieri e quelli registrati.

Il dettaglio per provincia.

A Napoli ristoranti “travestiti” da stabilimenti – Nel mirino del Fisco sono finite le strutture balneari dell’esteso litorale partenopeo e delle isole. Dai controlli sono emersi lavoratori in nero, ricavi non dichiarati e dati incongruenti ai fini degli studi di settore.
Il dato più diffuso è stata una sottofatturazione dei ricavi in rapporto alla capacità ricettiva, con maggiori ricavi accertati pari ad oltre 275 mila euro.
Rilevata, inoltre, l’esistenza di varie attività “di contorno” non dichiarate quali ristoranti, bar, affitto di camere e di appartamenti, presenza di vasche termali.

A Salerno luci puntate su spettacoli e sagre locali - I controlli in costiera amalfitana e nel Cilento a ristoranti e discoteche di particolare richiamo hanno portato alla luce irregolarità nella tenuta delle scritture contabili, violazioni all’obbligo di emissione di scontrini e ricevute fiscali, e lavoratori in nero. Nel complesso sono stati accertati ricavi non dichiarati per 180mila euro.
Una estesa campagna di controlli in sinergia con la Siae ha, inoltre, interessato sagre ed eventi locali. Apparentemente organizzati a fini umanitari ed assistenziali, in realtà erano vere e proprie attività commerciali a scopo di lucro. Smascherati anche operatori dello spettacolo che avevano omesso quasi integralmente di dichiarare i propri redditi.

A Caserta un tuffo tra stabilimenti balneari e parchi acquatici - Incassi non dichiarati per quasi 20mila euro mensili, con maggiori ricavi pari a circa 32mila euro. Questi i risultati dei controlli effettuati sul litorale domitio attraverso l’analisi della documentazione extracontabile da parte dei funzionari del Fisco. Scoperti lavoratori in nero e mancate emissioni di ricevute fiscali per i servizi di parcheggio.
Significativo il caso di una delle attività commerciali verificate, i cui soci avevano omesso di presentare la dichiarazione dei redditi.

A Benevento e Avellino soldi in cassa ma senza fattura – Dai controlli su ristoranti e agriturismi dell’Irpinia e del Sannio sono emersi maggiori ricavi da omessa fatturazione o sottofatturazione e la presenza di lavoratori in nero. Un totale di 107mila euro di ricavi sottratti al Fisco.
Eclatante il caso di un agriturismo, dove i funzionari del Fisco hanno riscontrato “in cassa” ricavi in contanti decisamente non compatibili con le sole quattro fatture rilasciate sino a quel momento.

“Gli esiti positivi dei controlli estivi - afferma il Direttore Regionale delle Entrate, Enrico Sangermano - testimoniano l’efficacia della consolidata tradizione dell’Agenzia delle Entrate della Campania a contrastare l’evasione anche in quei settori economici tipicamente più stagionali, nei quali si rivela fondamentale, specie in periodo di crisi, arginare la concorrenza sleale degli operatori che si sottraggono agli obblighi fiscali a danno dei tanti esercenti onesti.
L’obiettivo della macchina del Fisco è garantire un presidio “costante” del territorio, per contrastare i fenomeni evasivi e realizzare una opportuna azione di deterrenza anche nei mesi di luglio ed agosto.
Ciò vuol dire recuperare le risorse sottratte alla collettività da coloro i quali non pagano le tasse, eppure fruiscono ugualmente dei servizi pubblici che sono finanziati proprio dal pagamento delle imposte da parte di tutti i cittadini.”

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di Redazione
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