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In accelerazione il tessile

Agricoltura e allevamento chiudono in calo


Agricoltura e allevamento chiudono in calo
03/02/2010, 12:02


SIENA - Un dicembre all’insegna della stabilità sulle Borse Merci italiane. Invariati nell’ultimo mese i prezzi di frumento e mais, scendono vino e olio, ma recuperano le carni suine (+10.8% rispetto al mese scorso). +0.4% per ISB Tessile, sempre alte le quotazioni della lana, stabili le altre fibre. In aumento anche ISB combustibili (+0.7%), sulla scia del recupero del greggio.
ISB Agricoltura, nonostante il recupero dell’ultimo mese, chiude l’anno in ribasso dell’8.7%. L’agricoltura ha risentito, al pari di tutti gli altri settori dell’economia nazionale, delle difficoltà della crisi, che ha portato in particolare alla diminuzione del prezzo di cereali, olio e vini (-17.8% per il Chianti). In calo anche i prezzi alla produzione. Lo stesso trend ha coinvolto l’allevamento, con vendite in costante diminuzione, anche per la crescente diversificazione delle abitudini e degli orientamenti dei consumatori. Il comparto dei suini, complice il periodo delle festività natalizie, ha leggermente recuperato a dicembre, ma il dato di fine anno segna un calo del 24%.
+2.2% per ISB Tessile rispetto a fine 2008, trainato dal prezzo della viscosa e della lana australiana. La diminuzione dei capi da allevamento e la conseguente scarsità di offerta hanno spinto i prezzi della lana sui listini mondiali. Prezzo del cotone ai massimi da un anno e mezzo, sulla scia delle previsioni di importazioni record da parte della Cina.
Chiudono l’anno in ulteriore rialzo le quotazioni dei prodotti del petrolio, trainati dal WTI tornato ai massimi da oltre due mesi. ISB Combustibili è aumentato del 12.2% nel corso del 2009: spicca il balzo del greggio, +77.8% rispetto a dicembre 2008.
A livello mondiale, rame, piombo e zucchero sono le commodities che hanno registrato il maggiore incremento delle quotazioni nel corso dell’ultimo anno. Sullo zucchero, ai massimi da quasi trent’ anni, pesano i forti timori di un deficit di offerta nel 2010, a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli in India e Brasile.
Il Baltic Dry Index, considerato un buon anticipatore del prezzo delle materie prime e in generale del ciclo economico, ha subito una leggera flessione, dopo i picchi di metà novembre. La flessione sembra però dipendere più da una diminuzione della domanda di carichi, a causa delle festività di fine anno, che da previsioni di un imminente ribasso dei prezzi.

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di Redazione
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