Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Alcuni punti fermi sul signoraggio


Alcuni punti fermi sul signoraggio
27/03/2010, 09:03

Continuo a leggere articoli dei cosiddetti "signoraggisti", termine con cui io intendo coloro che danno una versione distorta del signoraggio, una tecnica poco pulita usata dalle banche centrali. Essendo un argomento sconosciuto ai più, ed essendo presentato in maniera molto vittimistica (e falsa), la cosa mi fa infuriare. Anche perchè i signoraggisti sono dei vigliacchi cagasotto, in genere: quando trovano uno che gli risponde con dei dati concreti e dimostra le loro menzogne, insultano (il minimo che ti dicono è che sei un debunker sionista) e scappano via, dicendo che è colpa dell'interlocutore. Infatti io lo sto cercando un signoraggista che abbia le @@ di affrontare una discussione seria, ma non lo trovo.
Di conseguenza, ho deciso di elencare una serie di punti da sapere, per chiunque sia curioso o interessato.
La versione base dei signoraggisti, che fanno riferimento quasi immancabilmente al Professor Giacinto Auriti e a 5-6 link (che sono sempre gli stessi), è la seguente: il signoraggio è causa unica e prima di tutti i disastri del mondo. Perchè col signoraggio le banche centrali guadagnano miliardi di dollari e tengono in pugno le sorti del paese. Il signoraggio è questo (versione vera ed univoca): il fatto che una banca centrale "vende" la cartamoneta al prezzo nominale mentre il costo è inferiore. Cioè quando la BCE manda in Italia una banconota da 100 euro, si fa pagare 100 euro, mentre il costo per fabbricarla è inferiore. E qua già sta la prima menzogna: i signoraggisti dicono che il costo è di 30 centesimi. In realtà è superiore. perchè le tecnologie moderne che vengono utilizzate (la carta, gli inchiostri, i giochi di luce, ecc.) alzano i costi di produzione. Che però ovviamente non superano mai il valore nominale della banconota. CIoè la banca per una banconota da 100 euro magari spenderà 10 euro, ma di sicuro non 110. La differenza tra costo di produzione e costo nominale se lo intasca la banca centrale: questo è il signoraggio.
Secondo i signoraggisti, il procedimento è questo (prendo l'Italia come esempio per semplicità). La BCE manda in Italia 100 miliardi di euro nelle banconote di vario taglio; l'Italia manda 100 miliardi di euro in titoli di Stato. Per comodità di calcolo, diciamo che hanno un rendimento del 3%. Quindi a fine anno l'Italia deve restituire 103 miliard ed in più avere il denaro per avere altro contante. Poichè non ci sono abbastanza soldi, la banca centrale manda lo stesso altri 100 miliardi di euro in banconote e riceve titoli di Stato per 203 miliardi (i 100 miliardi del primo anno che sono scaduti; i 3 miliardi di interessi; altri 100 miliardi di banconote nel secondo anno). E questo meccanismo crea il debito pubblico in maniera esponenziale, cosa che impicca gli Stati e li consegna nelle mani delle banche centrali. Unico rimedio, dare il potere di emettere moneta "al popolo". Vediamo cosa c'è di vero, in questa ricostruzione. DUole dirlo, ma c'è molto poco di vero; solo l'inizio. Diciamo che l'Italia riceve i primi 100 miliardi. Li paga solo in titoli di Stato? No. Ci possono essere compensazioni valutarie di vario tipo e comunque vengono scalate le banconote vecchie e rovinate che il Paese rimanda alla Banca Centrale. Quindi già questo è un primo inciampo alla teoria, perchè il Paese non manda 100 miliardi, ma di meno. Comunque, per comodità, diciamo che l'Italia il primo anno riceve i 100 miliardi. A fine anno dovrà restituire 103 miliardi. Non ci sono abbastanza soldi? E chi lo dice? Se c'è una gestione attenta da parte della politica, ci può essere un attivo di cassa che consente di pagare i 103 miliardi di euro. Come lo si può escludere a priori? l'Italia, nonostante il suo enorme debito pubblico, nel 2001 aveva un avanzo di cassa di oltre 70 miliardi di euro. E la quantità reale di banconiote che l'Italia riceve ogni anno è nell'ordine dei 10 miliardi. Quindi non ci troviamo con l'impostazione dei signoraggisti. Come mai? Semplice: il debito pubblico non dipende dal signoraggio, se non in minima parte. Dipende dalla gestione economica malaccorta di questa o quella parte politica.
Facciamo un esempio basandosi su dati concreti. Nel 1971 il rapporto tra debito pubblico e Pil per l'Italia era di poco sotto il 70%. Anche qui serve una precisazione: spesso i signoraggisti tirano fuori dati relativi ad anni antecedenti il 1971. Sono dati non affidabili, in quanto sono desunti e quindi non ufficiali. Il primo anno in cui si calcolò il Pil fu il 1971. Quindi tutti i dati relativi ad anni precedenti sono da considerare non veritieri. QUindi, nel 1971 eravamo poco sotto il 70%; nel 1982 eravamo al 74%. Stranamente, in 12 anni la crescita del debito pubblico si era praticamente fermata. Poi arrivò al potere il governo Craxi, che in soli 4 anni portò il debito pubblico al 96%. Naturalmente, chi ricorda la storia, sa che questo è dovuto al mare di soldi pubblici regalati agli imprenditori che pagavano tangenti e che così vincevano appalti miliardari che non venivano portati quasi mai a termine. E la cosa non cambia negli anni successivi. Fino al 1992, anno in cui l'Italia esce dallo SME (cosa di cui tratterò a parte) e, con il governo Amato comincia lo sforzo di risanamento, con la megamanovra da 90 mila miliardi di vecchie lire, una cifra esagerata, al punto che il governo decide di fare il prelievo forzoso dei soldi dai conti correnti dei cittadini. A questo punto il debito pubblico è intorno al 115% del Pil; per inerzia, nonostante i continui miglioramenti di bilancio (unica eccezione, la disastrosa gestione del primo goverbno Berlusconi nel 1994) arriva nel 1996 al 121%. Qui il governo Prodi inverte drasticamente la tendenza: crea un attivo di bilancio di quasi 70 miliardi e fa scendere il rapporto defici/pil al 106% circa. Poi nel 2001 il governo Berlusconi manda a ramengo tutti gli sforzi fatti in precedenza e il deficit sale notevolmente. Per il signoraggio? No, semplicemente perchè il rapporto tra deficit e Pil sal dal 2,7% del 2000 al 4,4% del 2005. Cioè lo Stato italiano non riesce a pagare le spese con le entrate e quindi la differenza diventa un aumento del debito pubblico. E questo ha fatto risalire il debito pubblico, fino al 115% attuale. Ma come si vede, dipende dalla qualità di chi gestisce le spese e le entrate del Paese.
Un altro esempio può essere il Canada, se quello che so è esatto. Sto cercando dati di conferma, ma dovrebbe aver tagliato il proprio debito pubblico dal 65% al 25% negli ultimi 30 anni. Ha finito con aumentare l'attivo e ha tagliato la necessità di usare i titoli di Stato, mantenendo giusto un minimo di essi, necessari per gli scambi internazionali. Allora, che succede in questo caso? Non c'è più il signoraggio in Canada? O lì la Banca Centrale è composta da angeli che non guadagnano? La risposta è ovvia.
Esaminiamo un ultimo aspetto: l'alternativa proposta dai signoraggisti: dare il potere di battere moneta "al popolo", come dicono loro. Il che suona bene, quando si tira in mezzo "il popolo". Ma che vuol dire? A meno che non stabiliamo una legge per cui ciascun cittadino entra alla zecca e si stampa quello che gli serve, non sarà mai il popolo a comandare, ma si limiterà ad eleggere una persona, un politico, che svolga questo compito. Ma poi, che controllo si avrà sul politico? Nessuna. Inoltre il politico provvederà ad emettere più banconote del necessario, per "comprarsi la riconferma in quel ruolo, generando quindi problemi di tenuta della moneta sui mercati internazionali e problemi di inflazione interna. Affidare invece il compito a dei tecnocrati significa rimetterci qualcosa di soldi, perchè abbiamo il signoraggio, ma almeno abbiamo dei tecnici che sanno come agire (o almeno dovrebbero saperlo) ed evitano questo rischio. Naturalmente non sempre questo è possibile, ci sono momenti o casi in cui servono persone di qualità siuperiori al normale, mentre gli altri sbandano e distruggono intere economie; ma dubito fortemente che un politico possa fare di meglio.
Naturalmente qui ho affrontato il problema in maniera molto superficiale, perchè leggendo quello che ho scritto possono nascere 1000 e più domande. Ma ho voluto scrivere un minimo per far capire che il signoraggio è una realtà, ma è la scelta "meno peggio", tra le due alternative possibili.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©