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ALITALIA: ARRIVATE 6 OFFERTE, MA A CHI INTERESSA?


ALITALIA: ARRIVATE 6 OFFERTE, MA A CHI INTERESSA?
01/10/2008, 09:10

Nel più assoluto silenzio, ieri sono scaduti i tempi per la presentazione di offerte per l'acquisto, in parte o in toto, di Alitalia, come previsto nel bando pubblico emesso dal Commissario Straordinario, Augusto Fantozzi, la settimana scorsa. Ovviamente, il fatto che Berlusconi abbia insistito tanto sull'italianità della compagnia di bandiera, ha tenuto lontano chiunque dall'estero avesse avuto intenzione di fare offerte, a cominciare da Lufthansa e AirFrance. Infatti l'unica offerta proveniente dall'estero è stata solo quella della AMA, la Asset Management Advisor, che ha richiesto "l'acquisto o l'affitto di 30 MD-82 o ATR-72 e relativi equipaggi" per coprire 11 rotte tra l'Italia e i paesi dell'Est. La proposta comprende anche un piano di espansione fino al 50% degli aeromobili di Alitalia, sempre con relativo personale.

Poi c'è stata anche l'offerta di Aviation-management consulting GmBH&co.Kg, un'azienda del varesino, che ha proposto l'acquisto dell'intero pacchetto azionario di Atitech, la divisione Alitalia con sede a Napoli-Capodichino, che si occupa della manutenzione pesante. Ed anche questo è tipico: quando c'è crisi, se ne approfitta per smantellare, attraverso acquisizioni provvisorie, ogni azienda esistente a sud di Roma. Inoltre Sin&ergetica e Miro Radici Finance sono in lizza per i cargo di Alitalia.

Come si vede, nonostante le continue interferenze del governo Berlusconi, che hanno impedito ogni seria trattativa da parte di vettori esteri, e un'offerta pubblica che è durata una settimana e che si è dimostrata subito una farsa, le dichiarazioni di interesse per Alitalia ci sono state. E ce ne sarebbero state di più, se non ci fossero state tutte le turbative introdotte da questo governo; più offerte che magari avrebbero impedito di far pagare ai cittadini italiani gli oltre 4 miliardi necessari per i debiti di Alitalia, per la protezione sociale a coloro che l'avranno (circa la metà di quelli che verranno licenziati) e così via.

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di Antonio Rispoli
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