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ALITALIA, BERLUSCONI: O ACCORDO O FALLIMENTO


ALITALIA, BERLUSCONI: O ACCORDO O FALLIMENTO
15/09/2008, 21:09

"Mi auguro che ce la faremo e tutti se lo augurano". Così, parlando di Alitalia, Silvio Berlusconi, aprendo la puntata di 'Porta a porta' che dà il via alla quattordicesima edizione del salotto di Vespa, ostenta ottimismo e lancia una richiesta di assunzione di responsabilità. "E' il momento - è l'appello del premier - di chiedere senso di responsabilità a tutti quelli che indugiano e sembrano non sapere che l'ipotesi alternativa è il fallimento, 20 mila posti di lavoro in meno".

"Questo piano industriale prevede la metà degli esuberi rispetto a quelli che prevedeva Air France e cioé 3.250 in totale". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso della registrazione di Porta a porta, parlando della situazione di Alitalia.

PARTNER? PENSO A LUFTHANSA -
"La nuova Alitalia potrà fare alleanze anche con compagnie internazionali e, pensando al destino di Malpensa, posso dire che noi guardiamo a Lufthansa. Comunque, tutte le compagnie straniere interessate avranno nel capitale una posizione di minoranza". Afferma il premier. "Nello statuto della nuova compagnia - prosegue - si prevede che la posizione di maggioranza per i prossimi cinque anni deve essere ricoperta dagli attuali soci e, comunque, anche dopo questi cinque anni, eventuali cambi devono essere approvati con una maggioranza del 66%. Mi pare, quindi, che l'italianità della compagnia sia garantita". Parlando dunque di possibili accordi con compagnie straniere, Berlusconi aggiunge: "Credo che essere partner con Alitalia sia una cosa che interessi a molte compagnie. Sarà però Alitalia - sottolinea ancora - a decidere con chi allearsi".

DOPPIA CONVOCAZIONE DA GOVERNO
- Il Governo ha convocato per questa sera le associazioni di rappresentanza dei piloti di Alitalia. L'appuntamento è per le 19:30, mentre domani il Governo ascolterà le organizzazioni di rappresentanza degli assistenti di volo. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, arrivando alla conferenza di organizzazione della Uil.

A P.CHIGI STASERA SINDACATI PER FIRMA CON CAI - I leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati convocati per questa sera a Palazzo Chigi per la firma dell'accordo con Compagnia aerea italiana che darebbe il via libera all'operazione di salvataggio di Alitalia. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. L'accordo riguarda il piano e il contratto che dovrebbe essere quello di categoria e che diventerebbe il contratto collettivo di lavoro valido per tutti i dipendenti della compagnia. La firma dovrebbe consentire a Cai di procedere, tenendo conto che l'offerta scade il 30 settembre (rpt settembre), e così ci sarebbe il tempo per espletare tutte le procedure comprese quelle europee e gli accordi internazionali. In sostanza, stasera potrebbe essere approvata la cornice dell'operazione.

SACCONI,NODO CONTRATTO PUO' FAR FALLIRE TRATTATIVA - Con l'accordo quadro su Alitalia, è stato "messo un punto fermo". Tuttavia "il problema ancora consistente che potrebbe, se non risolto, far fallire l'iniziativa è quello del nuovo contratto di lavoro, del nuovo contratto aziendale per il quale tanto si è trattato ma ancora non sono state raggiunte intese". Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.

SDL, SENZA RISPOSTE GOVERNO VOLI A RISCHIO
- I voli Alitalia potrebbero essere a rischio se il Governo non darà risposte alle organizzazioni dei piloti e degli assistenti di volo. Lo ha detto il segretario nazionale dell'Sdl, Paolo Maras, spiegando che "non posso escludere rischi all'operatività di Alitalia".

ALITALIA: PRIMO ACCORDO QUADRO, AUTONOMI CONTRO
 per Alitalia: la condivisione di un accordo quadro, limitata al piano industriale, per poi trattare ancora sul nuovo contratto di lavoro. Un documento nato da un confronto non aperto a tutte le sigle, e per questo motivo giudicato ''inutile e provocatorio'', niente piu' che ''carta straccia'', dalle sigle autonome che rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo: Anpac, Up, Avia, Anpav e SdL, che con documento unitario contestano ''la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del Lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre alle rappresentanze indipendenti del gruppo Alitalia''.

E' ''carta straccia'' per la SdL. Mentre per i piloti dell'Anpac e' ''molto grave la chiusura di un accordo senza aver coinvolto le sigle che rappresentano la grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Alitalia''. Duro l'attacco al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: una gestione ''scellerata'', per le sigle autonome. Sacconi e' invece soddisfatto dell'intesa raggiunta dopo ore di confronto, con i segretari generali della Cgil Guglielmo Epifani, della Cisl Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, e dell'Ugl Renata Polverini, e con i vertici della Cai, la societa' creata dalla cordata di imprenditori italiani nell'ambito del piano di salvataggio per Alitalia. L'intesa, dice il ministro del Lavoro, e' ''una solida base di partenza per il futuro della compagnia di bandiera''.

Ed anche il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, e' soddisfatto di ''una giornata sicuramente faticosa in cui - dice - abbiamo raggiunto qualche risultato''. Il confronto e' durato per ore ed ore nella sede del ministero del Lavoro. Ed e' andato avanti anche nella notte mentre le altre sigle sindacali attendevano, presso una sede secondaria del ministero, l'inizio della trattativa formale con tutte le organizzazioni sindacali, convocata prima alle 18 di ieri sera, poi alle 19, poi slittata ancora alle 22. E mai avviata. Il confronto proseguira' oggi con un nuovo incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Alle altre sigle e' stata preannunciata una convocazione per un incontro che, probabilmente, si terra' nel primo pomeriggio. Dai contenuti dell'accordo quadro emerge che salgono da 11.500 a 12.500 le assunzioni previste nella nuova Alitalia (1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 fra operai, impiegati, quadri e dirigenti). Il piano prevede una capitalizzazione iniziale di un miliardo e l'obiettivo di raggiungere il break even operativo in due anni. L'accordo conferma poi l'impiego alla stabilita' dell'azionariato per 5 anni, o al mantenimento del controllo in caso di quotazione in Borsa, comunque non prima di tre anni. E l'obiettivo di un accordo con un partner internazionale che entri con una quota di minoranza. Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, e' stato fatto un primo passo ed ora ''senza ultimatum si continuera' a lavorare fino a quando - dice - riusciremo a trovare un accordo''. Qualche centinaio di dipendenti di Alitalia ha atteso fino a tarda notte, in strada, l'avvio della trattativa formale che poi non e' partita: fischi e contestazioni per il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ma anche slogan contro il presidente del Consiglio ed il ministro del Lavoro, ed un forte pressing sui sindacati perche' non accettino il piano proposto.

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di Fabrizio Pirone
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