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ALITALIA: MOLTO FUMO, POCHE CERTEZZE


ALITALIA: MOLTO FUMO, POCHE CERTEZZE
21/03/2008, 08:03

Dopo l'exploit di ieri di Berlusconi ("c'è una cordata di imprenditori italiani per Alitalia guidati da AirOne, Banca Intesa e altri imprenditori tra cui i miei figli; io no perchè se no direbbero che ho interessi particolari") arrivano le prime smentite. Banca Intesa ha negato qualsiasi interesse o coinvolgimento nella vicenda, da quando l'offerta di cui faceva parte è stata ritenuta inadeguata (parliamo dell'anno scorso). Lo stesso presidente di Alitalia, Maurizio Prato, ha negato di avere ricevuto offerte diverse da quella di AirFrance-KLM.

I sindacati continuano ad opporsi ai 2100 esuberi previsti in Alitalia e all'abbandono di Malpensa come hub principale - cosa che secondo loro causerebbe altri 7000 esuberi nell'indotto - ma non offrono alcuna opzione alternativa. Berlusconi continua ad insistere sulla presenza della cordata con Banca Intesa, nonostante la smentita, ma non stupirebbe se fosse solo una manovra elettorale, dato il personaggio. Maurizio Prato e il MInistro del Tesoro uscente, Tommaso Padoa Schioppa, hanno invitato chiunque abbia altre offerte a farsi avanti in tempi brevi, data la situazione tragica dei conti Alitalia.

Nel frattempo la UE ha avvisato l'Italia che in caso di aiuti di Stato verrebbero erogate sanzioni contro il nostro Paese. E nel novero degli aiuti di Stato ha compreso esplicitamente: prestiti ponte, come quello chiesto da Berlusconi; garanzie di risarcimento ad AirFrance a proposito della causa da oltre un miliardo di euro intentata dalla SEA contro Alitalia per l'abbandono di Malpensa; aiuti alla SEA in cambio del ritiro della causa giudiziale suddetta.

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di Antonio Rispoli
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