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ALITALIA: UE CONTRARIA AL PRESTITO, IL RESTO SI VEDRA'


ALITALIA: UE CONTRARIA AL PRESTITO, IL RESTO SI VEDRA'
23/10/2008, 08:10

Ieri è stata approvata alla Camera dei Deputati la fiducia sul decreto legge per Alitalia; in giornata la votazione finale, ma l'esito è scontato. Tuttavia cominciano ad arrivare al pettine i nodi con l'Unione Europea. Infatti, da quanto si è saputo, in base ad indiscrezioni, pare che a Bruxelles non sia andato giù il prestito di 300 milioni di euro portato a bilancio dalla società come capitale, perchè si configura come aiuto di Stato illegale. E questo significa che dovrà essere restituito allo Stato. Ma da chi? Da CAI o dalla bad company? Questo dipende dalla risoluzione di un altro dei tanti punti oscuri del provvedimento italiano: l'assoluta mancanza di chiarezza e trasparenza che impedisce di verificare se tra Alitalia e CAI c'è o no una discontinuità, come richiesto dall'Europa. E a verificare questo ed altre cose, dovrà essere nominato un "trustee" (cioè un comitato di persone di fiducia) nominato in collaborazione tra Roma e Bruxelles, incaricato di vigilare e riferire come procedono le cose. Come si vede ci sono diverse e pesanti condizioni, che dimostrano come siamo ritenuti molto poco affidabili all'estero.

Nel frattempo, vanno male gli accordi tra CAI e i sindacati sui criteri di selezione dei 12.639 dipendenti che rimarranno, sui circa 20 mila che contano adesso Alitalia ed AirOne (ricordiamo che il piano prevede che la CAI assorna anche la società di Carlo Toto, ndr). Infatti la CAI ha presentato un piano che prevede la non assunzione di "personale che abbia rigidità intrinseca", divertente eufemismo per indicare i dipendenti socialmente più deboli: donne sole con un figlio da mantenere o un parente invalido o magari in maternità; oppure chi necessita dell'esonero notturno. E, come fatto a proposito dell'accettazione dei sindacati del piano Fenice, anche qui non c'è una vera e propria trattativa, ma solo la pretesa della CAI che i sindacati firmino le decisioni prese. Tanto che all'incontro non ci vanno responsabili, ma solo i legali, che non hanno alcun margine decisionale.

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di Antonio Rispoli
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