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Il colosso torna invece in Birmania dopo 60 anni

Anche la Bolivia chiude le porte alla Coca-Cola

Lo stato ha bandito la bevanda a partire da dicembre

Anche la Bolivia chiude le porte alla Coca-Cola
18/09/2012, 17:08

Dopo Cuba e Corea del Nord anche la Bolivia chiude le porte alla Coca-Cola. Lo stato sudamericano, infatti, ha sancito il divieto di commercializzazione della bevanda analcolica più famosa, e diffusa, nel mondo a partire dal prossimo 21 dicembre. Una data scelta non a caso.

Secondo il calendario Maya, infatti, per quella giornata è previsto un evento che cambierà per sempre il corso della storia e dell’umanità ed il governo boliviano vuole chiudere definitivamente con i simboli del capitalismo. L’annuncio è stato dato dal presidente della Bolivia, Evo Morales.

La Coca Cola è uno dei simboli dello stile di vita americano e, negli anni, è stata considerata addirittura uno strumento di colonizzazione naturale nonché un prodotto destinato alle fasce meno abbienti della popolazione. E così il governo dello stato sudamericano ha deciso di sostituirla con la “Mocochinche”, tradizionale bevanda locale a base di nettare di pesca.

Secondo il ministro degli Esteri boliviano, David Choquehuanca, la scadenza ha un alto valore simbolico: la data del solstizio d’inverno celebrerà la fine del capitalismo e l’inizio di una nuova ”cultura della vita” ben lontana dalle accoppiate bevande gassate-fast food che negli anni hanno contribuito ad incrementare il fenomeno dell’obesità nella popolazione degli States.

La Corea del Nord l’ha proibita nel 1950, l’anno stesso dell’affermazione del regime comunista, mentre l’isola di Fidel Castro, nel 1962, giusto tre anni dopo l’affermazione della rivoluzione cubana, bandì, come era immaginabile, la bibita a stelle e a strisce dai confini nazionali.

Intanto, notizia di queste ore è che la Birmania esce dopo sessanta anni dalla rosa delle nazioni che hanno bandito la Coca Cola. Il gigante delle bibite ha infatti annunciato di aver effettuato la sua prima consegna nel paese dopo oltre mezzo secolo, grazie all'allentamento delle sanzioni degli Usa contro il governo birmano.

Il Ceo del gruppo, Muhtar Kent, ha ''supervisionato le prime consegne di Coca Cola" a Rangoon durante il fine settimana - fa sapere una nota del colosso americano. Il gruppo ha precisato che intende "avviare la produzione locale nel più breve tempo possibile" e ha "un accordo con la distribuzione iniziale di bevande commerciali locali, le Pinya."

Coca-Cola aveva annunciato a metà giugno la sua intenzione di tornare in Birmania, spiegando che in una prima fase le consegne sarebbero arrivate dai paesi vicini ma promettendo un ''investimento rilevante" nei prossimi 3-5 anni. Oltre a Coca-Cola, diversi gruppi statunitensi hanno recentemente annunciato l'intenzione di approfittare dell'allentamento della stretta della politica americana verso la Birmania per avviare le attività. Tra queste anche la PepsiCo, Visa e Mastercard. 

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di Veronica Riefolo
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