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Il rapporto annuale segnala il pericolo dei mercati chiusi

Antitrust: al più presto un ddl sulla concorrenza


Antitrust: al più presto un ddl sulla concorrenza
15/06/2010, 11:06

ROMA - Si può anche fare la modifica costituzionale all'articolo 41 e all'articolo 118 della Costituzione, come annunciato nei giorni scorsi dal Ministro delle Finanze Giulio Tremonti; ma prima di quella modifica è assolutamente necessaria una legge che aumenti la concorrenza nei vari settori, perchè l'Italia ormai sta pagando un prezzo troppo alto per questo problema. E' quando dice l'Authority per la concorrenza nel suo rapporto annuale.
In particolare, nel nostro Paese "i costi degli input produttivi sono più alti della media europea: 28% in più per l'energia elettrica, il 6% per i fidi, il 100% per la responsabilità civile automobilistica. L'adeguamento dei costi a quelli dei nostri vicini darà respiro alla grande industria e ai distretti; consentirà prezzi più bassi; renderà probabile l'aumento dei consumi delle famiglie". Ci sono leggi pronte ad aumentare la concorrenza in vari settori: poste, trasporti, energia e finanza; ma il Consiglio dei Ministri non li ha ancora licenziati.
Per esempio per l'energia ci sono zone italiane - come la Sicilia - dove l'energia è in mano ad un monopolio privato che fa pagare tanto ai cittadini. Ma anche per il gas c'è il problema della scarsa capacità di stoccaggio cosa che impedisce di avere scorte sufficienti. Così come per le telecomunicazioni, sarebbe essenziale potenziare la banda larga, per aumentare la velocità di accesso ad internet, ma anche per la trasmissioni di immagini, sia in diretta (streaming) sia di immagini registrate.
Così come a livello locale i servizi sono di solito in mano a municipalizzate, che costituiscono comunque un monopolio, anche se pubblico.
Ma i colpi più duri li beccano banche ed assicurazioni. Per le prime, alla indubbia qualità "si associa una perdurante debolezza degli stimoli competitivi. In particolare, l'intensità degli intrecci azionari e personali tra imprese concorrenti frena le spinte concorrenziali". Per le assicurazioni, invece, secondo l'Antitrust, "nonostante le recenti riforme, i premi continuano a salire secondo dinamiche non chiare". Tanto che ormai in Italia l'assicurazione si paga il doppio che nel resto d'Europa.
Ma anche per i trasporti ferroviari non c'è concorrenza, tutto legato alle sole ferrovie statali, al punto che nemmeno si sa se ci sono alternative o meno. Per quanto riguarda la finanza, invece, ci sono troppi "intrecci" societari e finanziari ad alto livello, per cui manca assolutamente la trasparenza, che dovrebbe essere la prima cosa per far funzionare corettamente un mercato.
Ma ce n'è anche per la TV, secondo Catricalà: "Spiace dover constatare che nella pratica delle pubblicità occulte sono caduti anche operatori di rilievo quali le due maggiori emittenti televisive generaliste", cioè Rai e Mediaset. E la pubblicità occulta è vietata per legge.

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di Antonio Rispoli
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