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Attività finanziarie all'estero


Attività finanziarie all'estero
15/10/2013, 16:41

Oggi parliamo dell’Ivafe,l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero, introdotta a partire dal 2012.
L’Ivafe si applica alle persone fisiche residenti in Italia che detengano attività finanziarie all’estero, pur se non abbiano la cittadinanza italiana.
Le attività detenute all’estero possono essere tanto a titolo di proprietà quanto di altro diritto reale.
Non ha rilevanza il modo con cui siano state acquisite. L’imposta grava anche su valori originati da eredità o da donazioni.
L’Ivafe, dal 2013, è fissata nella misura dell’1,5 per mille annuo del valore delle attività estere. Per il solo 2012 l’aliquota è stata più bassa: 1 per mille.
L’imposta non si paga solo se l’importo da versare risulti estremamente ridotto, ossia non superiore ai 12 euro.
Le attività finanziarie interessate sono molto articolate. Si va dalleobbligazioni e dai titoli pubblici emessi in Italia o all’estero e detenuti ovviamente all’estero ai contratti derivatie altri rapporti finanziari stipulati oltre confine, fino aimetalli o monete preziose e alle attività finanziarie detenute in cassette di sicurezza all’estero o tramite intermediari finanziari non residenti.
Sono invece escluse dall’applicazione dell’imposta le attività detenute all’estero ma gestite da intermediari finanziari italiani, le forme di previdenza complementare amministrate da società estere e le attività estere fisicamente detenute dal contribuente in Italia. (Fonte: Lepre Group)

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di Redazione
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