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BAGNOLI: L’ETERNA BONIFICA


BAGNOLI: L’ETERNA BONIFICA
18/11/2008, 09:11

Vengono al pettine i nodi di uno sviluppo annunciato ma difficile da realizzare. La vicenda della chiusura degli impianti siderurgici di Bagnoli era cominciata nel 1983, in seguito alle direttive della C.E.E., che imponevano, a tutti i paesi membri, una netta diminuzione delle quantità di acciaio prodotto, con la conseguente chiusura di molti stabilimenti in tutta Europa.

Sono passati 25 anni da allora e l’intero quartiere di Bagnoli, è ancora in attesa della bonifica ambientale dei suoli e delle acque, mentre le attività immaginate sulla carta restano un puro esercizio intellettuale, difficile da rendere nella pratica concreta.

Dopo snervanti percorsi, che portarono alla chiusura degli impianti, finalmente risolti gli innumerevoli problemi posti dalle maestranze, che attraverso forme di lotta molto dure, imposero in pratica il pensionamento e l’assistenza per tutti i dipendenti Italsider; il Comune di Napoli procedette all’approvazione del Piano Regolatore Generale che portava la firma del Prof. Rocco Papa, mentre il Consiglio Comunale approvava la costituzione di una Società operativa per lo sviluppo dell’area dell’ex Centro Siderurgico, denominata : “Bagnoli Futura”.

Era il 2003, ed il suo primo Presidente fu il Notaio Santangelo, fino ad allora autorevole Presidente del Consiglio Comunale di Napoli.

Gli obiettivi della Società erano la bonifica del territorio e l’inizio dei lavori per rendere possibile la realizzazione delle opere previste dal PRG su quel territorio: un grande albergo, un parco, un acquario per le tartarughe, la città dei giovani e la valorizzazione definitiva della spiaggia e del litorale tra Coroglio e Pozzuoli. In quel territorio già si era insediata Città della Scienza, ristrutturando e riutilizzando i vecchi impianti della Federconsorzi.

Si aspettavano solo i risultati, invece, nel 2006, Rosa Russo Iervolino veniva rieletta Sindaco, Rocco Papa scambiava il suo ruolo con Santangelo, cambiava il Consiglio di Amministrazione di Bagnoli Futura, senza che nulla fosse stato fatto. Finalmente pochi giorni fa il Consiglio Comunale, ha cominciato a discutere, tra mille polemiche delle decisioni assunte dalla Società in merito ai tempi ed alla consistenza economica della complessa operazione di risanamento e riuso del territorio di Bagnoli.

Innanzi tutto sono slittati i tempi, non sarà più il 2009 l’anno della consegna dei suoli bonificati, ma l’intera operazione verrà conclusa entro il 2013, anno del Forum delle Culture che si dovrà svolgere a Napoli. Il motivo di questo slittamento è la gravità della condizione dell’inquinamento del terreno, che non è risultata dai carotaggi che sono stati fatti in precedenza. Per decenni sono stati sepolti nel terreno di Bagnoli: amianto, scorie di fusione, cadmio e metalli inquinanti. Sia per la quantità, che per la qualità della raccolta e dello smaltimento di questi rifiuti nocivi, la bonifica è complessa e costa molto di più.

La Società Bagnoli Futura, che vede tra i suoi soci anche la Regione e la provincia di Napoli, ha come unico patrimonio i suoli della ex area siderurgica, che sono stati valutati a suo tempo 400 milioni di euro; mentre il suo capitale sociale si è già ridotto di un terzo per i costi della gestione della Società e per i lavori che sono stati fatti fino ad oggi: i carotaggi ed i progetti di bonifica.

Per andare avanti, la Società prevede di utilizzare i Fondi Europei, che però non basteranno a coprire i costi della bonifica che sono tanto lievitati, per cui bisognerà procedere a vendere una parte dei suoli ai privati.

Poiché i finanziamenti europei previsti per le opere, serviranno a pagare quasi tutta la bonifica e non basteranno più a completare le opere, la Società ha deciso di consentire la costruzione di 2000 vani al posto dei 1200 precedentemente ipotizzati.

Si consumarono lunghe discussioni al tempo della chiusura di Bagnoli, finì l’esperienza della Giunta guidata dal comunista Valenzi, che sfilava per le strade di Napoli alla testa di un grande corteo di lavoratori siderurgici sotto al braccio di un giovane Bassolino e di un altrettanto giovane Cardillo.

Quanta retorica fu consumata negli anni passati, ricordando le mire dei costruttori sul territorio di Bagnoli, contro il progetto di Agnelli di risanare in blocco Pozzuoli e Bagnoli, con un grande progetto di sviluppo turistico di tutta l’area,

Quante aspettative furono suscitate dalla discesa in campo della della cosiddetta società civile, che finalmente supportava la città di idee di sviluppo concreto, di lavoro, di innovazione e di capacità realizzativa.

Ed eccoci qui, tutti i cittadini della area metropolitana di Napoli a prendere atto che oltre alle dichiarazioni, questa attuale gruppo dirigente della Regione e della città, non è capace di realizzare quello che loro stessi hanno progettato.

Noi tutti,che abbiamo lottato e voluto quelle scelte ci ritroviamo con i capelli bianchi a guardare stupiti un Bassolino più anziano di noi con i capelli neri, come quelli della sua gioventù; mentre abbiamo dovuto assistere alla solita emigrazione dei nostri figli che avevano studiato per continuare a gestire le realizzazione di una grande rinascita della nostra città ed invece debbono lavorare “a progetto”, per aziende del Nord .

In questi anni abbiamo assistito ad una continua esposizione di realizzazioni che erano invece solo sulla carta, esercizi di uno sviluppo possibile, che nella pratica sono diventate dei problemi per i cittadini, che hanno dovuto continuare a vivere in un degrado incredibile, per l’insipienza e l’incapacità di una intera classe dirigente.

Bagnoli è un esempio, ma pensate alla infinita realizzazione della Metropolitana, in cui l’assurdo diventa realtà: Piazza Carità, che è stato stravolta per anni per i lavori di pedonalizzazione, adesso è di nuovo chiusa e squassata, perché è stato deciso di aprire una nuova uscita della metropolitana, che pur dista solo 100 metri ed è in Via Diaz, dove il cantiere è aperto da oltre 10 anni.

Si consuma in questo modo un altro periodo della città, che vive sempre tra speranza e delusione, tra rinascita e degrado, tra il sogno ed una realtà che non meritiamo.

 

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di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco
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