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"Opportunità lavoro giovani si deteriorano"

Bankitalia: "Nel 2011 Pil e consumi in ristagno al Sud"


Bankitalia: 'Nel 2011 Pil e consumi in ristagno al Sud'
27/06/2012, 16:06

Nel 2011 la dinamica dell'attivita' del Mezzogiorno "e' stata piu' debole" e caratterizzata "da un andamento particolarmente sfavorevole dei consumi, in presenza di una piu' debole dinamica dell'occupazione e delle retribuzioni e di peggiori attese sulle prospettive del mercato del lavoro". Lo sottolinea la Banca d'Italia nel documento 'Economie regionali - L'Economia delle regioni italiane'. "Il peggioramento degli ultimi trimestri e' stato relativamente piu' intenso nel Mezzogiorno e al Centro, maggiormente dipendenti dalle componenti interne della domanda", sottolinea il documento.
"La minore crescita del Centro e del Mezzogiorno ha riguardato in particolare l'industria", sottolinea la Banca d'Italia segnalando che "il divario negativo di crescita del Mezzogiorno e' stato piu' contenuto nel settore dei servizi che, nel Sud, hanno beneficiato di un maggior impulso del comparto turistico. Nel settore delle costruzioni il valore aggiunto e' calato in tutte le aree territoriali, con maggiore intensita' al Centro e nel Mezzogiorno". Nel 2011, ricorda l'istituto di Via Nazionale, "la debolezza nella dinamica dei consumi delle famiglie, cresciuti a livello nazionale dello 0,2 per cento (dall'1,2 del 2010) ha riguardato, secondo le stime di Prometeia, soprattutto le regioni del Mezzogiorno e quelle del Centro. Nelle regioni del Nord si sarebbe registrata una crescita lievemente piu' accentuata".
''Le opportunita' di lavoro per le fasce di eta' piu' giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni''. Si legge ancora nel rapporto dedicato alle economie regionali. ''Nel Mezzogiorno - spiega - il tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni e' oltre il doppio di quello complessivo''.
La quota di occupati sul totale della popolazione con meno di 35 anni e' calata di 1 punto percentuale nel Nord e 1,8 al Centro, quella di occupati con 55-64 anni e' cresciuta rispettivamente di 2,2 e 0,8 punti, anche per effetto del progressivo innalzamento dell'eta' di pensionamento. ''Nel Mezzogiorno - si legge - le differenze per classe d'eta' appaiono mitigate''.
 

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di Veronica Riefolo
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