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Richiamo per la tutela della fiducia degli investitori

Bankitalia: "più trasparenza per le società quotate"


Bankitalia: 'più trasparenza per le società quotate'
03/03/2010, 21:03

ROMA - Maggiore trasparenza e chiarezza, in particolare sugli impatti subiti dalla crisi e sulla situazione del debito. A dirlo le autorità di vigilanza, Banca d’Italia, Consob e Isvap, ribadiscono il monito ai cda di banche, società quotate.
In un documento congiunto le tre autorità, che sul tema hanno dato vita anni fa a un tavolo di coordinamento, non contestano infatti casi specifici o pongono obblighi ulteriori ma chiedono alle società più informazione e di tener conto delle modifiche normative degli organismi internazionali intervenute negli ultimi mesi. «Dalla lettura dei bilanci riferiti al 31 dicembre 2008 e delle altre relazioni finanziarie pubblicate nel corso del 2009 - si legge nel documento - emerge, infatti, che, nonostante alcuni miglioramenti, sussistono ancora talune carenze nelle aree informative che risultano più sensibili all’impatto della crisi».
Francesco Boccia, coordinatore delle Commissione economiche del gruppo del Pd alla Camera ha, dal canto suo, chiesto «audizioni urgenti per il governatore di Bankitalia Mario Draghi e per i vertici di Consob e Isvap in merito ai bilanci delle società quotate». Il richiamo nel documento fa seguito ed è il logico sviluppo di quello lanciato nel febbraio dello scorso anno, in un momento più critico per l’economia e la finanza, che era incentrato in particolare sul tema della continuità aziendale. Il monito odierno va ai cda «affinchè le relazioni finanziarie risultino idonee a rappresentare in maniera chiara, completa e tempestiva i rischi e le incertezze cui le società sono esposte, il patrimonio di cui dispongono per fronteggiarli, la loro effettiva capacità di generare reddito».
Il documento congiunto, rilevano le autorità, non introduce ulteriori obblighi rispetto a quelli previsti dagli Ias/Ifrs, ma individua alcune aree informative nelle quali le società devono assicurare un più elevato grado di trasparenza. Sotto la lente ci sono in particolare tre aspetti particolarmente sotto pressione a causa della crisi economica: la valutazione dell’avviamento (cd. impairment test), delle altre attività immateriali a vita utile indefinita e delle partecipazioni; la valutazione dei titoli di capitale classificati come "disponibili per la vendita"; la classificazione delle passività finanziarie quando non vengano rispettate le clausole contrattuali che determinano la perdita del beneficio del termine. Infine sono contenute precisazioni sulle informazioni da fornire in merito alle ristrutturazioni del debito e richiama i nuovi obblighi informativi riguardanti la "gerarchia del fair value".

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di Mario Aurilia
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