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Riassunto del 2009 a tinte fosche

Bankitalia: tasse in aumento, debito familiare anche


Bankitalia: tasse in aumento, debito familiare anche
15/04/2010, 15:04

ROMA - E' uscito il Bollettino Economico della Banca d'Italia dove si esamina la situazione economica italiana nel 2009. Ed è un quadro dove non si vedono voci positive.
Innanzitutto c'è un aumento della pressione fiscale, che Bankitalia misura in un +0,3%, dal 42,9% al 43,2%. Questo, insieme all'aumento dei prezzi, ha ridotto del 2% la disponibilità di reddito medio della famiglia. L'ovvia conseguenza di questa riduzione è un aumento dell'indebitamento familiare, per quelle famiglie che già sono al limite di sussistenza o meno. Ormai il debito delle famiglie ha raggiunto il 60% del reddito disponibile; è un livello ancora basso, rispetto alla media europea, che è il 95%. Ma è il 60% è un livello mai toccato dal nostro Paese, che ha la fama di essere il Paese dei risparmiatori. Un'altra conseguenza della riduzione di reddito disponibile è il calo dei consumi che per il 2009 è stato quantificato nell'1,8%; un trend che non è stato cambiato neanche dalle rilevazioni dei primi mesi di quest'anno. E non c'è da stupirsene, dato che sono pochi quelli che vedono il futuro in rosa. Di conseguenza le spese si limitano sempre più all'essenziale; e a volte neanche a quello, dato che negli ulyimi mesi sono calati anche i consumi di beni primari, quale il cibo. Purtroppo questo ha come conseguenza un rallentamento dell'economia.
Altro punto che rallenta lo sviluppo della nostra economia è il disastroso andamento dei conti pubblici. In particolare l'indebitamento pubblico è stato quantificato al 5,3% del Pil nel 2009, praticamente raddoppiato rispetto al 2,7% del 2008. A condire questi dati negativi, c'è quello più negativo di tutti: oltre 700 mila occupati in meno nel 2009, rispetto al 2008, con un calo pari al 3,1%. Ed una disoccupazione che è salita all'8,5%, dato che quasi 300 mila persone sono entrate nella schiera degli "inoccupati", cioè di coloro che sono disoccupati ma sono troppo scoraggiati per cercare un nuovo lavoro.
Questi dati contrastano nettamente con le professioni di ottimismo che vengono fatte continuamente dal governo; sarebbero necessarie misure concrete per stimolare i consumi, ma non ci sono provvedimenti del genere neanche in proiezione futura.

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di Antonio Rispoli
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