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In Italia l’occupazione degli under 35 è scesa del 6,5%

BCE: nell’Eurozona livello di disoccupazione inaccettabile


BCE: nell’Eurozona livello di disoccupazione inaccettabile
10/04/2011, 10:04

BUDAPEST - Pochi paesi europei salvati all’Ecofin, il Consiglio Economia e finanza dell'Unione europea, riunitosi in maniera informale al castello di Godollo, nei pressi di Budapest, attraverso i suoi 27 ministri finanziari, lancia un messaggio molto chiaro: grande preoccupazione in Europa per le prospettive finanziarie ed economiche. La crisi non è ancora alle spalle e i rischi restano elevati. Non solo per le persistenti turbolenze sul fronte dei debiti sovrani e le debolezze del sistema bancario. Ma anche per le incertezze legate a una ripresa che c'é, ma rimane fragile. Il presidente della Bce (la Banca centrale europea), Jean-Claude Trichet (nella foto) , è lapidario per quanto concerne l’allarme sul fronte del mercato del lavoro: “Nell’Eurozona abbiamo ancora un livello della disoccupazione inaccettabile”, ha detto. Per questo per il numero uno dell’Eurotower è più che mai necessario andare avanti senza tentennamenti sulla strada del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. L’unica via per assicurare crescita e occupazione.Le parole del presidente Trichet, “rimbombano” pesantemente nel nostro Paese. In Italia i dati sulla disoccupazione giovanile sono preoccupanti. Negli ultimi due anni, infatti, la riduzione del numero degli occupati sotto i 35 anni è stata di quasi un milione (934.600 unità in meno tra il III trimestre 2008 e il III trimestre 2010) con una flessione del 13,1%. Lo rileva la Confartigianato che, in base all’analisi dell’Osservatorio giovani imprenditori, sottolinea come nell’ultimo anno l’occupazione degli under 35 sia scesa del 6,5%, pari a 432.400 unità in meno, mentre gli occupati over 35 sono aumentati dell’1,3%, contando 209.200 unità in più. A seguito di questa dinamica, evidenzia la confederazione, nell’ultimo anno il tasso di occupazione degli under 35 anni è sceso di oltre due punti, passando dal 67,3% al 65,0%. La difficoltà di accesso dei giovani al mercato del lavoro rappresenta infatti una grave criticità nonostante il lieve miglioramento del tasso di disoccupazione registrato a febbraio (-1,3% rispetto a gennaio al 28,1%).

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di Rosario Scavetta
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