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No ai tagli per i tassi d'interesse

Bce: peggiora quadro Eurozona, Grecia in cima all'agenda

Draghi: "Continuare con il risanamento dei conti pubblici"

Bce: peggiora quadro Eurozona, Grecia in cima all'agenda
05/12/2012, 19:35

FRANCOFORTE - Il quadro economico dell'Eurozona peggiora e dalla Banca centrale europea arriveranno domani nuove stime attese in peggioramento. Ma per i consiglieri Bce non è il momento di tagliare i tassi d'interesse: meglio restare alla finestra e concentrarsi sull'accordo appena raggiunto per tagliare il debito greco e su possibili, ulteriori misure per Atene. Il presidente Mario Draghi invita i Paesi vulnerabili a continuare il risanamento “considerevole” dei conti pubblici fatto fin qui, di pari passo con le riforme strutturali per la crescita. Probabile anche che Draghi ribadisca che la Bce resta pronta ad agire sul fronte degli spread e tocchi il nodo dell'Unione bancaria (che darebbe la sorveglianza proprio alla Bce), con l'accordo mancato ieri a Bruxelles. La maggioranza degli economisti prevede tassi stabili allo 0,75%, anche se qualcuno non esclude una mossa a sorpresa di fronte alla disoccupazione record (11,7%) e alla recessione certificata da Eurostat. Di fronte a una congiuntura piena di incertezze, meglio tenere munizioni di riserva per eventuali brutte sorprese e restare alla finestra di fronte ad alcuni segnali di ripresa della fiducia. Nella riunione all'Eurotower in cima all'agenda ci sarà l'accordo fra i creditori della Grecia, fra i quali figura proprio la Bce: è previsto che i governi dell'Eurozona girino ad Atene i profitti realizzati dalle banche centrali sul debito greco acquistato. E la Bce - secondo una fonte citata dalla Reuters - potrebbe discutere un possibile rinnovo dei prestiti concessi da alcune banche centrali nazionali ad Atene. L’attenzione dei mercati sarà poi rivolta alle nuove stime sulla crescita, che un mese fa Draghi ha lasciato capire potrebbero essere riviste in ribasso rispetto al +0,5% per il 2013 prevista a settembre. Occhi puntati anche sull'inflazione, perché un ribasso rispetto all'1,9% previsto tre mesi fa potrebbe aprire la porta a un taglio dei tassi all'inizio del prossimo anno, se le condizioni economiche dovessero peggiorare.

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di Valerio Esca
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