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Le previsioni Ocse ci collocano peggio degli altri

BCE: "Ripresa incerta e moderata", Ocse: "Italia ultima in Europa"


BCE: 'Ripresa incerta e moderata', Ocse: 'Italia ultima in Europa'
09/09/2010, 12:09

Nel suo bollettino di settembre, la Bce continua a mandare gli stessi avvertimenti, ai Paesi europei: l'economia cresce, ma con estrema debolezza; quindi bisogna effettuare riforme per aumentare la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Ma soprattutto la Banca centrale avvisa che ci sarà un calo della crescita bnel secondo semestre dell'anno, mentre negli Usa la ripresa dovrebbe continuare. Ma sia in Europa che negli Usa resta un problema di fondo: il livello di disoccupazione, troppo alto, che costituisce un ulteriore fardello.
E tuttavia la BCE insiste con il proporre le ricette sbagliate, come il taglio dei salari: "Le misure dovrebbero assicurare che il processo di  contrattazione dei salari ne consenta il flessibile e appropriato adeguamento alle condizioni di disoccupazione e alle perdite di competitività". Mentre invece la Germania sta crescendo tanto perchè ha preso le misure diametralmente opposte
Un altro allarme lanciato dalla BCE riguarda l'inflazione, che il Presidente Jean Claude Trichet vede come fumo negli occhi. Secondo il bollettino, l'inflazione dovrebbe aumentare e potrebbe arrivare al 2,2% nel 2011. Questo perchè la pur modesta crescita economica di Usa, Cina ed India aumenterà notevolmente la richieste di petrolio sul mercato mondiale; e questo provocherà una forte impennata del prezzo del barile, attualmente oscillate tra i 70 e gli 80 dollari, con punte verso i 90.
Per risanare i conti pubblici, nei Paesi che hanno di questi problemi, la Banca centrale chiede di intervenire con profonde riforme che riducano la spesa pubblica. Infine le banche dovrebbero aprire le porte al credito, tenendosi pronte ad agire sul mercato non finanziario (in altre parole, devono usare il denaro per prestarlo alle imprese e non per speculazioni finanziarie, ndr), magari sfruttando gli aiuti pubblici, laddove ci sono stati.
Si tratta della stessa ricetta che viene proposta in tutto il mondo da tutti gli organismi finanziari e dalle banche centrali. La semplice domanda è: ma visto che non funziona, nessuno ha abbastanza cervello da capire che evidentemente la ricetta è sbagliata? Sono tutti troppo rigidamente legati a pregiudizi ideologici e ad interessi particolari per capire che la ricetta è esattamente l'opposta: bisogna aumentare il salario dei lavoratori e, laddove le finanze pubbliche lo permettano (non è il caso dell'Italia) creare anche posti di lavoro pubblici. Magari come misura temporanea, se non definitiva. E' l'unica strada per uscire rapidamente dalla crisi.


Aggiornamento ore 12.00

A questo vanno aggiunto le previsioni Ocse per la crescita del Pil in Italia nella seconda parte dell'anno. Secondo l'organismo economico, l'Italia avrà un crollo del Pil nel terzo trimestre con un -0,3% ed un +0,1% nel quarto. Questi dati ci collocano all'ultimo posto nelle graduatorie economiche dell'Europa. Anche come crescita del Pil per il 2010, che dovrebbe fermarsi allo 0,7-0,8%, ben lontani dall'1,1% previsto dal governo. Ancora più grave, a partire dal primo gennaio 2011 ci sarà il blocco delle retribuzioni nel settore pubblico ed il taglio netto dei servizi da parte degli anti locali. E questo ridurrà la crescita potenziale di un altro 0,5% annuo. Sarà in grado l'Italia di mantenere i propri impegni?

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di Antonio Rispoli
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