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Walla street ai massimi dal 2008

Bene le borse con Grecia e Spagna, cala lo spread


Bene le borse con Grecia e Spagna, cala lo spread
13/03/2012, 21:03

MILANO - L'asta dei Bot è andata bene, lo spread scende, le Borse corrono con Wall street ai massimi dal 2008. Tutto bene? Non proprio, dicono diversi operatori di Piazza Affari, che rimangono cauti sull'ottimismo che sembra prevalere in queste ore attorno alla crisi (e alla speculazione) che ha colpito i debiti sovrani di alcuni Paesi europei. In ogni caso i mercati in corso di giornata hanno avuto sempre più ragioni per credere nel trend rialzista. Prima la concessione della Ue alla Spagna - ufficializzata nella serata della vigilia - di un margine sull'obiettivo del taglio del deficit per il 2012. Poi la decisione dei ministri delle Finanze che daranno la prima tranche di aiuti alla Grecia, nell'ambito del secondo programma di sostegno ad Atene, entro una settimana. Sui listini non si è potuta registrare la scelta di Fitch, comunicata a mercati chiusi, di migliorare il merito di credito della Grecia a 'B-', con prospettive stabili, togliendolo da restricted default. E infatti sul telematico i rendimenti dei bond ellenici sono saliti di 45 base. Molto meglio è andata per l'Italia: deciso calo per i tassi nell'asta Bot a tre e 12 mesi, scesi a quota 0,49% contro l'1,9% di settembre, e all'1,4% per l'annuale contro il 2,2% di febbraio, con buona domanda. Tant'è che lo spread tra Btp e l'analogo Bund tedesco ha chiuso in calo a 307 punti base dai 315 della vigilia, con un rendimento del decennale sceso al 4,90%. Ora l'attesa è per l'asta dei Btp, ma il clima secondo gli analisti è positivo. Un buon segnale per i mercati azionari, sostenuti anche dall'indice Zew tedesco, che disegna un prossimo recupero dell'economia della Germania, e dai dati delle vendite al dettaglio statunitensi, pur se il maggior contributo è arrivato dalla componente temporanea dei carburanti. Ma sui mercati c'è voglia di rimonta e Wall street è partita in positivo fino a raggiungere con l'indice generale S&P i 1.380 punti, il livello più alto dal giugno 2008. Le Borse europee non aspettavano di meglio e hanno chiuso tutte con rialzi compresi tra uno e due punti percentuali: bene soprattutto Madrid e Milano, salite rispettivamente del 2,4% e del 2% netto, grazie soprattutto alla spinta dei titoli bancari. Scarsissimo l'interesse per la politica (compreso il vertice Monti-Merkel e l'uscita un pò inattesa di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, piuttosto critica sulla mega-asta Bce di fine febbraio) e scontate le scelte del Fomc (Federal Open Market Committee) della Federal reserve, mentre gli operatori sono rimasti un pò spiazzati dalla discesa mattutina dell'euro sul dollaro a quota 1,305, anche se poi la moneta unica si è riportata sopra 1,31. Che ci sia qualcosa che non torna - in una giornata di forte crescita per i mercati - è il rialzo del prezzo dell'oro, classico bene rifugio, tornato in corso di seduta sopra 1.700 dollari l'oncia. In leggero aumento anche il petrolio, con le quotazioni a New York sui 107 dollari al barile. 

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di Valerio Esca
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