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Merkel: "Occorrono riforme strutturali"

Berlino plaude a Mario Draghi: "Siamo sulla stessa linea"


Berlino plaude a Mario Draghi: 'Siamo sulla stessa linea'
25/04/2012, 17:04

BRUXELLES (BELGIO) - "I governi devono essere più ambiziosi sulle riforme per favorire la crescita e l'occupazione". Durante l'audizione trimestrale davanti alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha esortato gli Stati membri a superare i problemi strutturali che ostacolano la ripresa. "I dati macroeconomici più recenti sono ambigui e segnalano incertezza per le prospettive economiche dell'aera euro. I governi devono essere più ambiziosi e affrontare le debolezze strutturali dell'economia e delle politiche di bilancio. Il programma della Bce di acquisto dei bond governativi non è eterno. Non dimentichiamo che la Banca centrale europea deve agire nei limiti del suo mandato. La Bce ha fornito liquidità al sistema bancario, ma non può intervenire sull'uso che le singole banche fanno di questi fondi".
Anzi, Draghi ha dato fiducia alle banche "che dovranno ora ritornare a fare il loro mestiere, cioè fornire credito a imprese e famiglie". In un passaggio del suo discorso il presidente della Bce ha fatto un cenno anche alla situazione spagnola: "In Spagna è in corso lo sforzo per le riforme e non abbiamo nessuna ragione di dubitare degli impegni presi dal governo. I partner europei sono vicini alla Spagna, così come la Bce".

AGGIORNAMENTO ORE 17:40

Piena sintonia tra Bruxelles e Berlino. "Con la sua veemente sollecitazione alle riforme strutturali e alla crescita, il presidente della Bce Mario Draghi, si trova pienamente sulla stessa linea del governo tedesco e della maggior parte dei partner europei - ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert -. Una crescita sostenibile che si ottenga attraverso la riforma del mercato del lavoro". Il concetto è stato espresso e approfondito direttamente da Berlino dalla cancelliera Angela Merkel: "Abbiamo bisogno di crescita come dice Mario Draghi, che passi attraverso le riforme strutturali. Una crescita basata su iniziative permanenti, non solo su programmi di congiuntura".
Sulla stessa lunghezza d'onda si trova anche il candidato socialista all'Eliseo François Hollande, che ha accolto con favore le dichiarazioni di Mario Draghi. "Il giorno dopo il voto - ha dichiarato Hollande -, se dovessi ottenere il mandato presidenziale, invierò un memorandum ai capi di Stato per rinegoziare il trattato". La ricetta europea di Hollande prevede l'introduzione degli eurobond "non per condividere il debito, ma per finanziare progetti di infrastrutture industriali, occorre liberare più possibilità di finanziamento per la Banca europea per gli investimenti, creare una tassa sulle transazioni finanziarie e mobilitare il resto dei fondi strutturali europei inutilizzati".

 

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di Emanuele De Lucia
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