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La ricetta del premier: aggredire i mercati emergenti

Berlusconi, “Scusatemi se non ci sono le veline”. E mangia la mortadella


Berlusconi, “Scusatemi se non ci sono le veline”. E mangia la mortadella
30/04/2009, 17:04

“Vi chiedo scusa se non sono riuscito a portare le veline”. Davanti alla platea della Coldiretti, il presidente del Consiglio esordisce con una battuta sulle polemiche per le candidature del Pdl Alle Europee. “Mi rifarò, - assicura, - pensando ai vostri 20mila punti vendita: se avete bisogno di belle commesse, sapete a chi rivolgervi”.

Il riferimento, ovviamente, è alla querelle scoppiata negli ultimi giorni, in seguito ai nomi trapelati delle papabili candidate del Pdl alle europee. C’erano parecchie ragazze giovani provenienti dal mondo dello spettacolo. La rosa di nomi aveva fatto infuriare Veronica Lario che, sulle pagine di Repubblica, si era ‘sfogata’ definendo queste liste “ciarpame senza pudore”. Subito dopo, l’altro sfogo, quello di Berlusconi, che ha parlato di falsa informazione e si è detto irritato dal fatto che sua moglie abbia creduto alla stampa. Capitolo finale, la chiusura delle liste, circa alle due del mattino: tra i nomi proposti, proviene dal mondo dello spettacolo soltanto Barbara Matera, ex annunciatrice della Rai ed attrice e laureata in scienze della formazione. Che si sia trattato veramente di disinformazione o che i vertici del Pdl siano corsi al riparo dopo la bufera scatenata dalla Lario, non è dato sapere: quel che è certo, è che il sospetto che le parole di Veronica abbiano avuto un peso è molto forte, malgrado le smentite ufficiali provenienti dal Pdl.

Alla Coldiretti Berlusconi si è soffermato anche sulla ‘ricetta’ per superare il momento difficile, che consiste in una politica più aggressiva verso i mercati emergenti. “Per uscire dalla crisi, e possiamo farlo prima e meglio degli altri Paesi, serve fiducia nell’aggredire i mercati stranieri, - ha dichiarato, rivolgendosi soprattutto ai Paesi in via di sviluppo, - dove i benestanti sono sempre di più e si guarda all’Italia con simpatica e amore”.

“Il vostro traguardo è ambizioso, - ha continuato il Cavaliere, - e per raggiungerlo avrete il governo al vostro fianco. Se ci saranno difficoltà da superare e se dovremo intervenire con decreti legge per eliminare gli ostacoli, lo faremo”.  Le linee guida adottate dal governo per sostenere gli agricoltori sono principalmente due: una filiera agricola più corta e la lotta alla contrattazione.

E intanto, per dimostrare la bontà dei prodotti italiani, Silvio Berlusconi accetta la sfida e mangia la mortadella davanti a tutti. Alla chiusura dell’assemblea Coldiretti al Palalottomatica di Roma il presidente del Consiglio, dopo aver concluso il suo intervento, su invito del presidente di Coldiretti, Sergio Marini, ha assaggiato il prodotto e poi, improvvisandosi cameriere, con il vassoio in mano ha offerto i salumi a tutti i presenti seduti in prima fila.

Un gesto che ricorderà quello della famosa mozzarella, anch’essa mangiata in pubblico in periodo di psicosi-diossina. Anche se, chiaramente, il pericolo nel caso della mortadella non era nemmeno potenziale. In tempi di paura per l’influenza suina, però, sono già molte le persone che guardano ai salumi con paura, come se bastasse un boccone di mortadella, o di salame, o di prosciutto, per essere contagiati dal pericoloso virus. Cosa che chiaramente non è possibile: il virus pericolo non è quello dell’influenza suina, da sempre esistito e diffuso, ma quello ‘modificato’ che, in un ospite umano in Messico, si è evoluto diventando in grado di attaccare anche gli esseri umani. Il pericolo, quindi, non viene dai salumi (nei quali tra l’altro, dopo la cottura, il virus sarebbe stato distrutto), ma dagli esseri umani portatori del virus ‘evoluto’.

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di Nico Falco
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