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Il leader della Cisl ha incontrato il ministro del Welfare

Bonanni da Fornero: incontro sereno, ora ricostruire unità

Camusso (Cgil): "Serve un piano per il lavoro"

Bonanni da Fornero: incontro sereno, ora ricostruire unità
09/01/2012, 19:01

ROMA - “Oggi abbiamo parlato di strumenti che già esistono e non abbiamo parlato di nulla che possa portare a dividere”. Il leader della Cisl Raffaele Bonanni butta acqua sul fuoco delle polemiche di questi ultimi giorni e, al termine dell'incontro con il ministro del Lavoro e del Welfare Elsa Fornero, descrive un clima “sereno e produttivo, uno scambio di opinioni utile e propedeutico per arrivare a un orientamento comune”.
A questo punto anche per Bonanni la priorità è fare presto per “dare una direzione comune al tema del lavoro. Darsi indirizzi senza confusione, per rassicurare i lavoratori e stimolare l'economia”. Per questo, ora sul tavolo c’è la proposta di un incontro con Angeletti (Uil) e Camusso (Cgil) per fare il punto della situazione e –perché no – ritrovare l’unità perduta per la strada.

Il ministro Fornero ha già incontrato nei giorni scorsi il leader della Cgil Susanna Camusso che oggi è intervenuta su La7 nel corso della trasmissione “L’Aria che tira”. “Il premier Mario Monti ha detto che non c'è l'intenzione di dividere i sindacati: un bel salto di qualità rispetto al governo precedente”, ha detto Camusso nel corso dell'intervista.

“Bisogna utilizzare le risorse che ci sono per un 'Piano del lavoro' - ha proseguito -  Occorre smettere di fare ideologia sull'art. 18 e discutere di un mercato del lavoro che, tra le tante disparità, ha quella rappresentata dal fatto che i giovani non riescono a entrare e i lavoratori più anziani rischiano il posto”. Poi la stoccata: “Mandare la gente in pensione a 72 anni è una follia”. Piuttosto, servirebbero “strumenti, ammortizzatori sociali e continuità di reddito, ma anche decidere dove si investe”. E, sulla cassa integrazione: “Va ripensata, non cancellata”.

Parola d’ordine: salvare il lavoro, non piuttosto le “aziende che vanno in crisi per la sbornia della finanza, dell'acquisizione della ricchezza a breve. Indifferentemente da quel che succede al lavoro”.

Ma nell'Italia della crisi c’è anche un popolo numeroso quanto inascoltato, fino ad ora: quello delle partite Iva, troppo spesso comodo espediente per le aziende che vogliono ridurre i costi del personale. “Si trattava non di casi singoli, ma di una modalità che si stava diffondendo. Non lo abbiamo capito – ha ammesso il segretario - Apparentemente regolamentando si è invece voluto scardinare la normativa contrattuale”. “Sono per lanciare lo sciopero dei precari – ha concluso - nel momento in cui sarò sicura che non li licenzino tutti: forse bisogna pensare prima a tutelarli”.

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di Gaia Bozza
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