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Timori a causa di Ungheria e Usa

Borsa in calo, Euro ai minimi storici


Borsa in calo, Euro ai minimi storici
04/06/2010, 19:06

MILANO – Chiusura in negativo per le Borse europee. A innescare la nuova ondata di vendite che si è abbattuta sui listini sono stati i timori per lo stato di salute dei conti pubblici dell'Ungheria, i dati poco incoraggianti sulla disoccupazione negli Stati Uniti e le voci di una ulteriore svalutazione da parte del colosso europeo del credito Socgen. Così nel finale Londra ha lasciato sul terreno l'1,63%, Parigi il 2,86%, Francoforte l'1,91% e Zurigo l'1,87%. Milano ha chiuso perdendo il 3,79% e solo Madrid ha fatto peggio (-3,8%).
Le nuove preoccupazioni per l'economia europea arrivano da est. Soltanto un anno e mezzo fa il governo di Budapest aveva ottenuto dal Fondo monetario internazionale un prestito da 15,7 miliardi di dollari, sostenendo come le finanze del paese fossero a un passo dal default. Ma evidentemente la manovra non è stata sufficiente, visto che un portavoce del nuovo governo appena eletto ha dichiarato che il nuovo esecutivo ha trovato le finanze pubbliche in una condizione molto peggiore di quanto ci si attendesse, aggiungendo che ci sono poche chance di evitare uno scenario in "stile" greco.
Immediata la reazione dei mercati, ma anche dell'euro che ha perso ulteriore terreno rispetto al dollaro e alle altre monete: l'euro ha chiuso le contrattazioni in Europa a 1,1971, ai minimi dal marzo del 2006.
Secondo alcuni analisti, il nuovo governo ungherse potrebbe aver esagerato per ottenere un allargamento del prestito da parte del Fmi.  A nulla, comunque, è servita la pubblicazione del dato del Pil in Europa: secondo Eurostat nel primo trimestre la crescita è stata pari a +0,2% come negli ultimi tre mesi del 2009. Anche nell'Europa a 27 il Pil ha segnato un +0,2%.
Ma non è stato solo il caso Ungheria ad aver affossato le Borse. I listini, dopo l'apertura positiva delle prime ore, era già passato in negativo perché nelle sale operative si era diffusa la notizia di possibili svalutazioni da parte di Societè Generale, sempre a causa di un'eccessiva esposizione in derivati. Un "rumor" non confermato dalla banca francese ma che ha depresso tutti i titoli bancari. E nel pomeriggio a pesare sulla giornata è arrivata l'apertura negativa di Wall Street. Negli Stati Uniti, il tasso di disoccupazione è sceso di due decimi a un tasso del 9,7%; ma gli analisti si aspettavano un calo ancora più marcato e questo ha provocato il netto ribasso degli indici principali alla Borsa di New York.
A Piazza Affari, la giornata è stata particolarmente negativa per le banche. Intesa Sanpaolo ha perso il 6,10%, Unicredit il 5,68%, Ubi banca il 5,65%, Bpm il 5,28% e il Banco Popolare il 5,09%. L'unico titolo positivo tra le blue chip è stato Stm (+0,46%), che ha beneficiato dei giudizi positivi degli analisti, all'indomani dell'incontro annuale con gli investitori a londra.
Tra i titoli meno venduti ha resistito Luxottica (-0,64%): dalla chiusura del 25 maggio le azioni hanno infatti guadagnato oltre l'11%. L'ad della società, Andrea Guerra, nei giorni scorsi ha stimato il raddoppio dei punti vendita in Cina nell'arco del prossimo triennio. Anche Mediaset ha fatto meglio del mercato, arretrando dell'1,78%: secondo gli operatori la società ha beneficiato delle indiscrezioni secondo cui il gruppo potrebbe acquistare la quota restante di Digital+ (ora ha il 22%) dal gruppo Prisa insieme a Telefonica.

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di Redazione
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