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Ftse Mib torna indietro, ai valori del maggio 2010

Borsa: lunedì nero, Piazza Affari chiude in negativo

Banche indietro di due anni. Mai così giù da marzo 2009

Borsa: lunedì nero, Piazza Affari chiude in negativo
11/07/2011, 18:07

MILANO – Non ha sortito gli effetti sperati la nuova regolamentazione sulle vendite allo scoperto, varata nella serata di ieri dalla Consob. Per Piazza Affari è stato un lunedì nero: l’indice FTSE Mib è arrivato a perdere in giornata il 4,60 per cento, assestandosi sui valori di oltre un anno fa, ossia del maggio 2010, mentre lo spread tra i rendimenti di Btp italiani e Bund tedeschi ha raggiunto un nuovo massimo dall’introduzione dell’euro, pari a 300 punti base. Piazza Affari, dunque, chiude la seduta in pesante rosso, insieme con gli altri mercati europei.
Le banche italiane, al centro della speculazione sul mercato, hanno bruciato i guadagni di due anni e tornano a vedere nero. Se già da settimane le popolari quotavano sui minimi storici, ora anche le “big” del settore sono scese verticalmente. Per Intesa Sanpaolo, che ha chiuso in calo del 7,74% a 1,52 euro, secondo i grafici della Borsa italiana è la chiusura più bassa dal 9 marzo 2009, con il nuovo minimo dell’anno sceso da oggi a 1,50 euro. Unicredit, di gran lunga la più bersagliata nelle ultime sedute, somma al -17% della scorsa settimana un calo del 6,33% a 1,15 euro nella seduta di oggi: è il valore in chiusura più basso dal primo aprile del 2009. Il Banco Popolare, con una flessione del 3,52% a 1,37 euro, è sceso ai livelli della prima settimana di marzo di due anni fa; chiusura al prezzo piuù basso da almeno cinque anni per Mps (-4,48% a 0,49 euro, stesso valore toccato però il 28 giugno) e per Ubi Banca (-2,79% a 3,48 euro), nuovo minimo storico a 1,42 euro per Bpm (-6,39% a 1,43 euro in chiusura). Mediobanca, con una flessione del 4,28% a 6,15 euro, si è riportata ai livelli di agosto 2010 ma resta ancora, unica eccezione, sopra i minimi di marzo di due anni fa.
Piazza Affari finisce, dunque, finisce nuovamente nel vortice della speculazione. E questo nonostante il giudizio positivo del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, al suo ingresso al consiglio Eurogruppo: “L’Italia è sulla strada giusta” e la Manovra è “molto convincente”.

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di Antonio Formisano
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