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BORSE RIALZANO LA TESTA, MILANO NON CI RIESCE


BORSE RIALZANO LA TESTA, MILANO NON CI RIESCE
28/10/2008, 21:10

Le Borse mondiali rimbalzano, Piazza Affari no. La borsa di New York sta registrando nelle ultime fasi della seduta un' impennata e adesso i guadagni del Dow Jones sfiorano il 7%. L'indice segna infatti +6,98%, lo S&P 500 +6,79%. Il Nasdaq è in rialzo del 5,91%.

E' passata così la seconda seduta della settimana per i principali listini, trainati al rialzo dalla previsione che la Federal Reserve, domani, e la Bce, il 6 novembre, diano una netta sforbiciata ai rispettivi tassi d'interesse per arginare la recessione mondiale oramai in corso.
 

Ad eccezione del listino di Madrid (-1,3%) e di quello milanese, che ha perso il 2,43% (S&P/Mib) sull'ondata di vendite che ha travolto UniCredit (-13,03%) e Intesa SanPaolo (-8,38%), le altre Borse europee sono riuscite a rialzare la testa guadagnando mediamente due punti percentuali (Dj Stoxx 600 +2,2%), grazie anche alla buona intonazione dei mercati finanziari a Wall Street (Dow Jones +3,4% alle ore 19,30), che hanno risentito soltanto in parte dell'indice sulla fiducia dei consumatori di ottobre.

Londra è così salita dell'1,92% e Parigi dell'1,55%, mentre Francoforte è volata dell'11,28% sul protrarsi dell'effetto Volkswagen (+81,7%), che per un attimo è salita sul podio mondiale delle società quotate a maggiore capitalizzazione. Rimbalzi più sostanziosi si erano visti già in mattinata sui mercati asiatici con Tokyo che è balzata del 6,41%, allontanandosi così dai minimi del 1982 che aveva raggiunto nei giorni scorsi, dopo una serie di quattro sedute da dimenticare. In volata anche Hong Kong (+14%) e Sidney (+6,3%). In attesa quindi delle indicazioni di politica monetaria della Fed e della Bce, gli acquisti sono tornati su tutti i comparti grazie anche ai conti migliori delle attese di alcune società come il colosso inglese BP (+5,3%), che ha riportato un balzo dell'utile dell'83% nel terzo trimestre.

 A frenare in parte i listini è stato comunque l'indice sulla fiducia dei consumatori Usa che a ottobre è crollato sul minimo dal '67. Un dato che ha colto di sorpresa i mercati che a meta' seduta si sono allontanati dai massimi, mentre Milano ha virato in negativo. Tra i settori che hanno sofferto di più, anche oggi i bancari che hanno visto Societé Generale cadere del 12% sulle voci di nuove perdite sui derivati, in specie quelli legati alla Volkswagen, e Ing del 13%. Pesante anche Fortis (-7%). In volata invece il settore energia che ha beneficiato, oltre della trimestrale di BP, anche dell'ascesa del petrolio a New York dov'é tornato sopra quota 64 dollari. Nel comparto si sono mosse bene Total (+6,21%) e Royal Dutch Shell (+4,7%).

In salita infine la compagnia aerea scandinava, Sas (+2,6%), grazie alla promozione degli analisti di Citigroup, mentre il colosso tedesco Lufthansa ha perso l'8,7% in scia al taglio delle stime sul 2008, dovuto dalle turbolenze in corso sui mercati internazionali.

Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali Borse mondiali: - Tokyo +6,41% - Hong kong +14,3% - Shanghai +2,81% - Londra +1,92% - Parigi +1,55% - Milano -2,43% - Francoforte +11,2% - Madrid -1,30% - Amsterdam +0,36% - Stoccolma +1,18% - Zurigo +0,68% - Città del Messico +4,77% (IN CORSO) - San Paolo +8,89% (IN CORSO)

 

BERLUSCONI, POSSIBILE ADEGUAMENTO FINANZIARIA  - "In certi settori, dovremo fare degli approfondimenti per un adeguamento della legge finanziaria anche per la crisi" dei mercati. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa presso la sede della Protezione civile."Proporremo che il montante prestiti delle banche alle imprese non sia diminuito. E qualcuno addirittura suggerisce un incremento del monte prestiti delle banche soprattutto per le piccole e medie imprese". Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha risposto a chi gli ha chiesto quali interventi internazionali siano prevedibili davanti alla crisi finanziaria.


USA: FIDUCIA CONSUMATORI AI MINIMI DAL '67
- L' indice di fiducia dei consumatori statunitensi a ottobre e' crollato a 38, minimo record dal 1967. L'indice della fiducia rilevato dal Conference Board e' cosi' precipitato ai minimi record da quando, nel 1967, fu creata la statistica e fa temere che ci sara' un crollo dei consumi. Il ribasso a quota 38 registrato a ottobre ha colto di sorpresa il mercato, tenuto conto che gli economisti avevano preventivato un calo dell'indice a quota 52,0. E' stato inoltre rivisto in meglio il dato di settembre rettificato a 61,4 da 59,8 della prima rilevazione.

Gli americani sono diventati molto piu' pessimisti con l'aumentare delle preoccupazioni per il peggioramento del mercato del lavoro, il piu' difficile accesso al credito e il forte deprezzamento delle case. Nel dettaglio, il sotto-indice che monitora la percezione delle condizioni attuali e' sceso a quota 41,9 da 61,1 di settembre, mentre quello relativo alle aspettative future e' precipitato a 35,5 da 61,5 precedente. La percentuale di americani che si attende un aumento dei salari nell'arco dei prossimi sei mesi e' scesa a 10,8% dal 15,1%. Quanto all'evoluzione del mercato del lavoro, la percentuale di cittadini che vede prospettive occupazionali positive e' scesa all'8,9% dal 12,6% precedente, mentre quella che ritiene piu' difficile trovare lavoro e' salita di cinque punti attestandosi sul 37,2%.

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di Fabrizio Pirone
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