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La PetroChina potrebbe superare tutti

BP: la marea nera arriva in Borsa


BP: la marea nera arriva in Borsa
10/06/2010, 19:06

 
Londra – BP un nome che non si dimenticherà. L’incidente della piattaforma Macondo nel Golfo del Messico dopo aver messo a dura prova le relazioni fra Washington e il gigante energetico britannico, fa alzare anche la barricata politica tra America e Inghilterra.  C’è stata una caduta precipitosa del titolo oggi (meno 11%) per poi rimbalzare nel pomeriggio verso un contenuto meno 4,5%. Cosa significa? La capitalizzazione di Borsa di BP si è dimezzata dal 20 aprile. La caduta dei mercati sembra essere frutto di speculazione avvenuta in coincidenza con l’innalzamento dei toni dell’amministrazione USA che da giorni muove con decisione su Tony Hayward e sul presidente Carl Henric Svanberg. Cosa potrebbe spingere la tenuta di questo braccio di ferro? Probabile anche la sospensione del dividendo che la British Petroleum intende pagare agli azionisti il 20 giugno relativamente al primo trimestre e a fine luglio sulla scia dei risultati del secondo. La Cbi- Confindustria inglese- si dice preoccupata per l’affondo politico americano, mentre Miles Templeton di Institute of Directors ha parlato inappropriata "retorica politica" sia da parte del presidente Obama che da altri fonti. L’Inghilterra per il momento non replica e non si mobilita in modo ufficiale. Downing street sembra però pronto ad aiutare Bp. L’aiuto principale però che si sente richiedere è di natura politica piuttosto che finanziaria.  L’unico a non stare in silenzio è il conservatore Boris Johnson, sindaco di Londra, il quale avrebbe detto: “ La retorica antibritannica è divenuta una preoccupazione nazionale". Intanto a Washington ha chiuso ieri con il 16 per cento in meno, mentre a Londra ha registrato un'apertura disastrosa, del 15 per cento, per poi risalire a meno 3,3, per l'indiscrezione secondo cui la compagnia britannica potrebbe arrendersi alla scalata della cinese PetroChina. L'amministrazione Obama ha dato 72 ore di tempo per riuscire a chiudere la falla nel pozzo del Golfo del Messico.
LA SOLUZIONE-  Intanto si profila la scalata cinese alla compagnia. David Cameron, il primo ministro britannico, discuterà del disastro ambientale nel Golfo del Messico con Barack Obama. 
Il sottosegretario alla Giustizia degli Stati Uniti ha fatto sapere che  gli Usa "intraprenderanno iniziative" per impedire che la Bp paghi dividendi agli azionisti. La marea nera è già costata al colosso petrolifero un miliardo e 430 milioni di dollari, pari a 1,19 miliardi di euro. Gli azionisti della Bp hanno poi  presentato una class-action contro l'azienda petrolifera, basata sulla tesi che il colosso petrolifero abbia indotto in errore gli investitori sulle misure di sicurezza di cui disponeva la Deepwater Horizon per poter rispondere a un eventuale incidente.
 

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di Elisabetta Froncillo
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