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Il ministro si scagli anche contro i fannulloni delle Pa

Brunetta e i bamboccioni:"Padri ipergarantiti dall'articolo 18"


Brunetta e i bamboccioni:'Padri ipergarantiti dall'articolo 18'
03/02/2010, 17:02

ROMA - Renato Brunetta non si da pace e continua a far imbizzarrire quelli che oramai possono definirisi con assoluta certezza i suoi cavalli di battaglia: bamboccioni e dipendenti scansafatiche della pubblica amministrazione. Durante le registrazioni di Porta a Porta, il ministro della Funzione Pubblica parte infatti con un serrato attacco all'ipergarantismo assicurato dall'art 18 dello statuto dei lavoratori (quello, per intendersi, impedisce il licenziamento senza giusta causa).
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Noi concentriamo la flessibilità sui figli, l'articolo 18  garantisce i padri, che sono appunto ipergarantiti"; tuona infatti Brunetta che poi aggiune sicuro:"spendiamo troppo in cattivo welfare per i padri e troppo poco per i giovani. Spendiamo tantissimo per finte pensioni di invalidità, e quasi nulla per incentivi per gli affitti e le borse di studio per i giovani". Insomma la prima preoccupazione del ministro sono sicuramente i ragazzi ed il loro futuro. In sintesi, dunque, bisogna garantire meno i papà per permettere ai figli un più rapido ed efficace balzo in avanti lungo la tortuosa scala della mobilità sociale. Come fare verrà poi; per il momento è opportuno dedicarsi al semplice slogan propagandisco acchiappavoti.
Subito dopo i "bamboccioni" (e i loro genitori) si passa all'altro tormentone dalle hit parade brunettiana: i fannulloni che infestano le amministrazioni pubbliche.
Anche in questo caso, il numero uno della PA, pare aver individuato egregiamenti i problemi principali non riuscendo però ancora a proporre soluzioni immediate.
"laddove ci sono i fannulloni - fa riflettere - ci sono dirigenti incapaci che non fanno il loro lavoro".
Per concludere, poi: "La cattiva politica e il cattivo sindacato hanno prodotto il mostro che abbiamo davanti".
Un mostro verso il quale si abbaia ma che si evita per ora di mordere nei punti critici.
Presente durante le registrazioni della puntata del programma di Bruno Vespa, la candidata alla presidenza del Lazio per il Pdl Renata Polverini, ha ritenuto opportune alcune obiezioni alle parole di brunetta.
In primis, ha dichiarato la Polverini:"Ho sempre contestato la generalizzazione del dipendente della pubblica Amministrazione come fannullone. Esiste un personale scarsamente valorizzato e bisogna ridare valore al lavoro del dipendente. Ci vuole un percorso virtuoso affinché la pubblica amministrazione migliori".
Molto più diplomatica (e forse un po' retorica), la leader Ugl ha detto la sua anche riguardo la questione bamboccioni:"Altro che bambocciona, io sono uscita di casa molto presto  dal punto di vista culturale in Italia c'è un legame molto forte all'interno della famiglia che riguarda gli affetti familiari, e che frena l'uscita di casa dei giovani, ma c'è un percorso di riforme che bisognerebbe innescare attraverso un processo istituzionale. E in questo senso - ha concluso - Comuni e Regioni devono e possono aiutare il governo nazionale a governare questo processo e magari a cercare di modificare questa situazione".

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di Germano Milite
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