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Camera di commercio, Della Gatta: rispetto delle regole innanzitutto


Camera di commercio, Della Gatta: rispetto delle regole innanzitutto
27/01/2010, 16:01

CASERTA - Sulla vicenda dell'elezione dei nuovi organi di rappresentanza della Camera di commercio di Caserta ed, in particolare, del ricorso prodotto in proposito da Confindustria Caserta, sugli organi di stampa sono affiorate in questi giorni interpretazioni che non fanno giustizia della semplice verità che invece è sottesa all'iniziativa.

In discussione, infatti, non sono ovviamente né la rappresentanza dell'ente, né dei soggetti che ne sono stati investiti. Né si intende, peraltro, attraverso l'iniziativa della giustizia amministrativa esprimere un giudizio sulle persone. Non è questo l'oggetto del contendere.

Più semplicemente, invece, si tratta di affermare un principio sacrosanto e inderogabile: il rispetto delle regole.

Su questo punto Confindustria Caserta - come del resto aveva preannunciato già nel corso dell'assemblea camerale - non ammette eccezioni di sorta. In questo confortato da un ragionamento semplice, lineare e coerente. Infatti, per quanto condiviso dalla stragrande maggioranza delle persone che hanno concorso nel determinarlo, un risultato non può prescindere dal metodo attraverso il quale è stato ottenuto.

E questo a maggior ragione in una provincia come la nostra, angustiata da molti problemi, primo fra tutti appunto un diffuso deficit di legalità, dove il rispetto delle regole deve avere sempre il valore di sostanza e non invece di mera forma.

Ogni altra interpretazione di questa iniziativa, dunque, è evidentemente capziosa. Ogni altro riferimento a persone o circostanze è frutto di fantasia, quando non di malevolo o non del tutto disinteressato pregiudizio da parte di chi se ne fa interprete.

Così sulla questione di Carditello. In proposito Confindustria Caserta è pronta a confrontarsi e sostenere - con dati di fatto alla mano - le ragioni della posizione assunta, che è realistica e non demagogica. In particolare, è pronta a dimostrare che nei fatti si sta ipotizzando non di acquistare la struttura di Carditello, bensì il debito che il Consorzio di bonifica, proprietario dell'immobile, ha nei confronti della Sga.

Una puntualizzazione, questa, che al di là della facile retorica potrebbe estendersi anche agli altri capitoli che attengono al modo in cui si utilizzano le risorse costituite dai versamenti delle imprese. Anzi, sarebbe il caso che proprio su questi argomenti le associazione delle imprese aprissero un serrato confronto. Noi lo auspichiamo.

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di Redazione
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